Mika ecco i drammi familiari che hanno ispirato il nuovo album

Li ha raccontati in una intervista a ‘Vanity Fair’.

Mika è tornato con un nuovo album dal titolo ‘My Name is Michael Holbrook’. Si tratta di un lavoro che segna una cesura con il passato, una sorta di nuova vita per la popstar che in una intervista rilasciata a ‘Vanity Fair’ ha raccontato che il nuovo cd affonda le sue radici in una profonda crisi personale che ha dovuto affrontare negli ultimi due anni.

Mika, infatti, ha deciso di ripercorrere la sua vita e di affrontare i demoni dei momenti bui della sua esistenza. A partire dal rapporto con i genitori.

Avevo sette anni. Mio padre, consulente finanziario – ha raccontato – era stato preso in ostaggio in Kuwait nell’ambasciata americana. È tornato sette mesi dopo, completamente cambiato. Prima era papà, poi era Mike: non riuscivamo più a chiamarlo papà, quell’uomo magro con la barba, che aveva vissuto cose fortissime, noi figli non lo riconoscevamo più”.

Ne seguì un periodo drammatico: “abbiamo avuto un tracollo economico, abbiamo perso la casa, con i creditori che venivano a pignorarci i mobili. Così ci siamo trasferiti a Londra dove abbiamo vissuto in un bed and breakfast per due anni. Dovevamo ricostruire la nostra vita da zero. È in quel momento che tutti i miei problemi esplodono, su tutti la dislessia, e poi l’insegnante violenta e l’espulsione da scuola”.

Ma è a quel punto che Mika prende coscienza di essere destinato a diventare un artista.

Mia madre viene da me – ha continuato a raccontare – e mi dice: ok, adesso tu vai a lavorare; o sarai un fallimento totale o un grande successo; se fallisci, uno come te non può che finire in prigione. Lo spauracchio del fallimento ha cominciato a perseguitarmi da quando ero bambino. Mia madre mi mette sotto con il canto: quattro ore di esercizio al giorno. Ma la mia nuova vita di allenamento costante mi ha allontanato ancora di più da mio padre. Perché a quel punto ero diventato un progetto: il progetto di mia madre”.

Nel nuovo album c’è una canzona dedicata a Paloma, una delle due sorelle, quella che “avrebbe sempre voluto fare l’attrice, ma non ha mai potuto farlo perché è nata con una semi paralisi alla parte sinistra del corpo” e che nove anni fa ha rischiato di morire infilzata in una cancellata.

Ho fatto pace con gli ultimi 12 anni – ha concluso Mika – perché l’unico modo che conosco per vivere ed esprimermi è creare musica, scrivere, esibirmi. Senza questo non esisto”.