Milano e Torino a rischio malattie cardiovascolari. Colpa dell’inquinamento

Milanesi e Torinesi, attenzione: invecchiate più velocemente dei Romani. E’ un dato scientifico. Non c’entrano geni o contagi di massa di qualche virus sconosciuto. La colpa è dell’inquinamento.

Un recentissimo studio della SISA (Società italiana per lo studio dell’aterosclerosi) ha confermato l’equazione inquinamento urbano uguale invecchiamento di cuore e cervello.

L’equazione è subito spiegata. Respirare le polveri sottili (pm2.5) provoca l’infiammazione e l’ispessimento dei vasi sanguigni, in particolare dell’arteria carotide, provocando così l’arteriosclerosi, ma anche la formazione di placche aterosclerotiche che vanno ad intaccare cuore e cervello.

A questo si aggiunge che l’inalazione di pm2.5 modifica qualitativamente il colesterolo buono che perde le sue capacità antinfiammatorie.
E si sa che il binomio occlusione della carotide-colesterolo elevato aumenta il rischio di eventi cardiovascolari.

Insomma, un bel problema. E corrono il maggior rischio di incappare in questi problemi di salute proprio gli abitanti di Milano e Torino, città dove secondo i dati dell’Ispra Ambiente si registra la maggior concentrazione di polveri sottili.

Cosa fare?

Con la riduzione della concentrazione di polveri sottili nelle nostre città, anche solo di pochi punti – ha dichiarato ad Adnkronos Luigi Gentile, presidente Sisa Piemonte e Valle d’Aosta – è possibile ridurre già nel breve periodo il rischio di ispessimento rapido della carotide, quindi di invecchiamento precoce di cuore e cervello, a causa degli effetti dannosi dell’inquinamento anche sull’arteriosclerosi“.