Milano, vestiti destinati a poveri rivenduti nei mercatini. Sei arresti

Una truffa da oltre 2 milioni di euro.

Migliaia di tonnellate di vestiti di seconda mano destinati ai poveri, raccolte tra il 2014 e il 2016 in mezzo nord Italia da una rete criminale che faceva capo ad alcune società che operano nel commercio di vestiti in Campania e Tunisia, secondo quanto riporta il ‘Fatto Quotidiano’, sarebbero svanite nel nulla. Anzi no.

Sarebbe comparse su stand e bancarelle di mercatini italiani e nordafricani.

Un vero e proprio traffico illecito di rifiuti quello tratteggiato da un’inchiesta dei Carabinieri del Noe di Milano e della Dda milanese, che ha portato tre persone in carcere e altre tre ai domiciliari, mentre per altre sei è scattato l’obbligo di dimora.

Gli indagati, si legge nell’ordinanza del gip Laura Anna Marchiondelli, facevano “leva sul comune senso di solidarietà per approvvigionarsi di indumenti usati, da destinare al loro illecito commercio“, usando il nome e il logo di un’associazione di beneficenza a fronte del pagamento di un contributo triennale pari ad euro 15.000″ da parte di un’azienda milanese.

Un giro d’affari incredibile alle spalle degli ‘ultimi’, gente bisognosa in cerca di qualche indumento da indossare per ripararsi dal freddo. Gli abiti, secondo una prima ricostruzione, venivano raccolti attraverso sacchetti ritirati a domicilio o dai cassonetti destinati alla raccolta dell’usato.