Miss Italia 2019, polemica per la finalista originaria dello Sri Lanka

Si chiama Sevmi Tharuka Fernando, ha venti anni ed è nata a Padova. Ma i suoi genitori sono dello Sri Lanka e questo ha provocato non poche polemiche.

A poche ore dal via, ‘Miss Italia’ è nell’occhio del ciclone. O meglio, una delle finaliste della kermesse sta facendo parlando di sé. Tutta colpa di un messaggio razzista che alcuni utenti le hanno indirizzato. Uno su tutti: “Tu non rappresenti i canoni di bellezza italiana, non meriti di partecipare a Miss Italia!”.

Lei è Sevmi Tharuka Fernando, 20 anni, residente a Villanova di Camposampiero. Lei è italianissima (è nata a Padova) anche se i suoi genitori sono originari dello Sri Lanka, terra che hanno lasciato trenta anni fa per trasferirsi in Italia. Dunque le suo origini non sono andate giù a qualcuno.

Purtroppo – ha detto al ‘Corriere’ – ci sono ancora tanti pregiudizi, tanta gente non accetta che io sia italiana solo perché ho la pelle scura. Fossi stata figlia di genitori tedeschi e fossi nata in Italia, sono convinta che questa discriminazione non sarebbe mai nata. È successo varie volte da quando ho vinto la prima fascia alle selezioni locali del concorso, e anche recentemente. Sono persone che mi scrivono in privato per non esporsi, ma la questione non cambia. Partecipo al concorso anche per abbattere queste discriminazioni e continuo per la mia strada. Se qualcuno mi critica significa che sono stata notata tra le tante. Cosa ho risposto? Ignoro questi attacchi, perché credo che chi è così tarato non cambierà mai idea. Me ne infischio e vado avanti”.

Il concorso che incorona la più bella d’Italia non è nuovo a questo tipo di polemiche. Nel 1996 si sollevò un vespaio per la vittoria di Denny Mendez, e molte polemiche suscitò nel 2017 il terzo posto di Samira Rui, friulana di origini senegalesi.

Miss Italia – ha detto la patron del concorso Patrizia Miriglianida sempre coglie e integra l’evoluzione sociale del Paese. C’è un modello di integrazione che cresce, che si evolve e che non possiamo ignorare”.