Modella islamica suicida: caso riaperto, forse si tratta di omicidio

Per tutti era la modella dagli occhi “color del mare”.

A lei Vogue India nel 2016 aveva dedicato una delle sue copertine. Raudha Athif, 21 anni originaria delle Maldive, aveva tutte le carte in regola per diventare una top model.

Ma non ne ha avuto il tempo. Ufficialmente Raudha si è suicidata. Lo scorso marzo è stata trovata impiccata con una sciarpa al ventilatore da soffitto della sua stanza del Bank Medical College di Rajshahi (Bangladesh).

La famiglia non ha mai creduto alla storia del suicidio. La giovane aveva tanti progetti importanti da realizzare: studiava medicina perché per lei sfilare era “solo un hobby” e voleva trasferirsi in Australia.

E oggi quei dubbi stanno assumendo sempre di più i connotati di una inquietante verità chiamata omicidio.

A dare man forte alle tesi della famiglia della modella ci ha pensato il patologo australiano Joe Duflou, chiamato ad analizzare le foto post mortem di Raudha durante una puntata della trasmissione televisiva australiana “60 minuti”.
Il medico, infatti, ha espresso “seri dubbi che quella legatura (la sciarpa, ndr) abbia causato quei segni”. Ovvero, le abrasioni intorno al collo sarebbero troppe per essere compatibili con quelle lasciate dal cappio improvvisato, e potrebbero essere state causate da una mano o da una cintura.

Se così fosse, chi avrebbe avuto interesse ad uccidere la giovane? E’ il fratello della vittima a dare una spiegazione alquanto plausibile: “Era stata presa di mira per il modo in cui vestiva, più volte era stata criticata per aver indossato dei jeans e il suo abbigliamento era stato definito indecente“.

Dopo sette mesi il caso è stato riaperto.