Quand’è il momento di spingere durante il parto? Ritardare è rischioso?

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Le donne in travaglio devono affrontare una miriade di opzioni e decisioni da discutere con i medici, incluso quando cominciare a spingere. Ma la domanda è: può il momento in cui una donna comincia a spingere influenzare l’esito della nascita?

Secondo un studio pubblicato su JAMA, esistono due approcci su quando spingere. Entrambi consigliano di aspettare fino alla completa dilatazione di 10 centimetri.

Il primo metodo è quello di cominciare a spingere quando la dilatazione è completa e al contempo avvengono le contrazioni uterine;  l’altro è ritardare la spinta per consentire al feto di uscire spontaneamente.

I ricercatori hanno voluto sapere se l’attesa causi degli svantaggi sia alla madre che al bambino e hanno perciò intrapreso uno studio che ha coinvolte oltre 2mila donne in procinto di partorire.

LA SCOPERTA DELLO STUDIO

La dott.ssa Alison G. Cahill, capo divisione della medicina materno-fetale presso la Washington University School of Medicine di St. Louis, nel Missouri (USA), ha condotto uno studio clinico randomizzato e ha rilevato che non sembra incidere sulla statistica se le donne spingono quando la dilatazione è piena o se aspettano.

L’attesa, però, sembra presentare alcuni svantaggi in determinati casi.

Lo studio ha coinvolto circa 2.400 donne a cui è stata somministrata un epidurale (modalità di anestesia loco-regionale che prevede la somministrazione di farmaci anestetici attraverso un ago e/o un catetere posizionato nello spazio epidurale). Tutte le donne stavano dando alla luce un figlio per la prima volta.

Circa la metà delle donne dello studio ha cominciato a spingere immediatamente dopo la dilatazione e il resto ha aspettato almeno un’ora. Statisticamente, non è stata riscontrata molta differenza tra i gruppi.

Tuttavia, è stato notato che le donne che hanno ritardato la spinta hanno avuto tassi di emorragia e di infezione leggermente più alti.

Questa informazione potrebbe, pertanto, aiutare genitori e medici a pianificare il parto.

I ricercatori hanno sottolineato che la spinta ritardata non riduce il rischio di parto cesareo.

La dottoressa Chloe A. Zera, ostetrica del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, non coinvolta nello studio, ha spiegato che la ricerca suggerisce che non ci sono molte prove secondo cui la spinta ritardata abbia dei benefici. Anche spingere prima significa porre fine anticipatamente alla seconda fase del travaglio e dare una pausa alle mamme.

Attualmente, i medici raccomandano una spinta quando la dilatazione è completa ma ricerche più recenti hanno rilevato che alcune donne hanno preferito aspettare.

Ritardare la spinta non è una strategia efficace per diminuire la probabilità di un parto cesareo o di un parto vaginale e può aumentare il rischio di infezione“, ha osservato la dottoressa a HealthLine.com.

La dottoressa Lynn Yee, assistente professoressa di medicina materno-fetale alla Northwestern Medicine di Chicago, non collegata alla ricerca, ha affermato che “questi risultati dimostrano che aspettare la fase della spinta non migliora la probabilità di una donna di avere un parto vaginale spontaneo e, in effetti, alcuni rischi sembrano essere maggiori quando le donne attendono di spingere“.

Le donne che aspettano per spingere sperimentano una seconda fase del parto più lunga e ciò è spesso associato a complicazioni.