Monete da 1 e 2 centesimi addio: ora scattano gli arrotondamenti dei prezzi. Ecco come funziona

monete euro
Foto di Greg Montani da Pixabay.com.

Dallo scorso di gennaio è stata sospesa la produzione delle monete da uno a due centesimi di euro, ritenuti inutili. Quindi, con il passare del tempo, ne vedremo circolare sempre meno anche se, attualmente, la quantità che si trova in giro è di circa 7 miliardi di euro. Per lo Stato, invece, il risparmio è stimato intorno ai 20 milioni di euro all’anno.

Di conseguenza, il Ministero dell’Economia ha dato la possibilità di arrotondare per eccesso e per difetto i prezzi e la prima azienda a seguire il dettamente del governo è stata la Conad, la società attiva nella grande distribuzione organizzata con sede centrale a Bologna.

La catena di supermercati, infatti, ha cominciato a rimodulare in prezzo in questo modo: per difetto ogni prezzo inferiore ai 5 centesimi, per eccesso ogni prezzo superiore ai 5 centesimi.

Quindi, se un prodotto costa 1,63 euro, allora costerà 1,60. Se, invece, costa 1,67, di conseguenza costerà 1,70.

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Foto di Greg Montani da Pixabay.com.

I vertici della Conad all’Ansa hanno affermato: “Non è stata una scelta presa a cuor leggero, ma purtroppo gli istituti di credito non sono più in grado di fornire questo tipo di valuta nelle quantità necessarie“.

I cartelli che informano i clienti su questo cambiamento sono già apparsi nei supermercati di Romagna, Marche, Veneto e Friuli – Venezia Giulia e presto li vedremo anche altrove.

La novità, comunque, riguarderà solo il pagamento tramite contanti (e, quindi, non per chi paga con bancomat o carta di credito), a meno che il cliente non si presenterà alla cassa con la cifra esatta.

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