Morte Avicii: dai familiari un sospetto terribile

Ad una settimana dalla sua morte, trapelano le prime indiscrezioni: Avicii, il giovanissimo dj svedese (aveva solo 28 anni) fra i più famosi e pagati al mondo, si sarebbe suicidato. Rumors parlano anche di una lettera lasciata alla famiglia per spiegare il gesto.

Il sospetto è stato alimentato dalle dichiarazioni rilasciate in queste ore proprio dai familiari.
Tim era una fragile anima artistica in cerca di risposte esistenziali – hanno dichiarato – un perfezionista estremo che lavorava e viaggiava a un ritmo talmente alto da avere uno stress enorme. Lottava con i suoi pensieri sul significato della vita, della felicità. Tim non era fatto per la macchina del business in cui si è ritrovato, era un ragazzo sensibile che amava i suoi fan ma schivava la luce dei riflettori. Tim sarai amato per sempre e ci mancherai. La persona che eri e la tua musica terranno viva la tua memoria”.

Dal 2016 Avicii non faceva più tour per problemi seri di salute, ovvero una pancreatite acutizzata dalla sua dipendenza dall’alcool. Tuttavia non aveva smesso di fare musica in studio e questo stop forzato sembrava non aver creato alcun problema.

“La fine dei live – aveva scritto sul suo sito all’epoca del ritiro – non ha significato la fine di Avicii o della mia musica. Sono tornato nella dimensione dove tutto ha avuto un senso: lo studio. Il prossimo passo riguarderà il mio amore nel fare musica per voi. È l’inizio di qualcosa di nuovo. Spero che vi piaccia tanto quanto me“.

Avicii è stato trovato morto venerdì scorso nella sua camera d’albergo a Muscat, in Oman.