È morto Totò Riina, il boss della mafia stragista dei corleonesi

È morto, alle 3.37 di questa notte, il boss corleonese Totò Riina.

Malato da tempo, Riina era ricoverato nel Reparto detenuti dell’ospedale di Parma.

Il capomafia, in coma da giorni dopo due interventi chirugici, ha compiuto 87 anni proprio ieri.

Il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, aveva firmato il permesso per consentire alla moglie e ai figli di fargli visita.

Riina, arrestato il 15 giugno 1993, dopo 24 anni di latitanza, ha scontato 26 condanne all’ergastolo per decine di omicidi e stragi, tra cui gli attentati del 1992, in cui morirono i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

L’ultimo processo a suo carico, ancora in corso, è quello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, in cui è imputato di minaccia a Corpo politico dello Stato.

Riina, per gli inquirenti, nonostante la detenzione al 41 bis da 24 anni, era ancora il capo di Cosa nostra.

Per me tu non sei Totò Riina, sei il mio papà. E in questo giorno per me triste ma importante ti auguro buon compleanno papà. Ti voglio bene, tuo Salvo“, ha scritto su Facebook il terzogenito dei quattro figli del boss e di Ninetta Bagarella.

Totò Riina, nato a Corleone nel 1930, era noto anche con i soprannomi û cùrtu, per via della sua bassa statura, e La Belva, adottato per indicare la sua ferocia sanguinaria.

Il boss non ha mai avuto un cenno di pentimento, irredimibile fino alla fine. Solo tre anni fa, dal carcere parlando con un altro detenuto, si vantava dell’omicidio di Falcone e continuava a minacciare di morte i magistrati.