Napoli, fila di poveri interminabile: chiedono un pasto caldo (FOTO)

Le immagini dall’alto sono impressionanti e raccontano le proporzioni della povertà nel capoluogo campano.

fila di poveri a Napoli

La mensa è quella del Carmine, la fila di poveri interminabile fa impressione, racconta la sofferenza di tante persone, troppe. Viene rispettato il distanziamento sociale e non se ne vede la fine. Numeri che sono aumentati dal lockdown anti-Coronavirus.

Adesso si attende la fase 2, un primo step per tornare alla normalità (almeno è quello che tutti speriamo). Un periodo in cui non si deve abbassare la guardia, ma che serve a far ripartire un’economia al collasso. Dopo i contagi, le vittime e il dolore dei familiari, la crisi è l’effetto più pesante della pandemia sulla popolazione.

fila di poveri a Napoli

LEGGI ANCHE: La Calabria riapre bar, ristoranti e pizzerie ma solo all’aperto

Ha messo in ginocchio quasi tutte le categorie, tutti i settori produttivi, a maggior ragione chi già viveva in condizioni di disagio. La fila di poveri interminabile dimostra quello che già si immaginava: ‘gli ultimi’, sono ancora più in difficoltà e non sanno come affrontare la situazione (o forse lo sanno meglio di chiunque altro, a giudicare dal senso civico dimostrato).

Il colpo d’occhio, però, è un colpo al cuore. Come sempre le immagini hanno il potere di sintesi che riesce a mettere di fronte alla realtà, nuda e cruda. Chi non aveva nulla, si è ritrovato con ancora meno.

Una fila indiana, composta, di chi chiede un pasto caldo e un briciolo di dignità. Quella calpestata ogni giorno, a maggior ragione ai tempi del Covid-19. Il sole primaverile è l’unica nota positiva. Lenta avanza la processione. Si entra dalla porta principale, si scende al seminterrato per poi uscire da una porta secondaria.

L’immagine è quella di un serpente, ferito ma sempre forte e combattivo. Un’immagine molto diversa da quella di qualche giorno fa sul lungomare di Napoli: gente disordinata intenta a fare attività fisica. Ancora più lontana da quella che ha immortalato le corse clandestine di cavalli in viale Regione Siciliana a Palermo.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, come sarà la nuova autocertificazione?