Negozi chiusi la domenica? Ecco la proposta di legge

Negozi chiusi nei giorni festivi. Si ritorna alle origini, o meglio, a prima del 2012 quando il governo Monti approvò la liberalizzazione delle aperture delle attività commerciali.

La proposta di legge di iniziativa popolare da parte di Confesercenti è sul tavolo di Roma dal 2013, ma è in cima alla lista delle leggi da approvare dal prossimo Governo.

La proposta è scaturita da un dato di fatto: gli Italiani non fanno acquisti nei giorni festivi, o lo fanno raramente preferendo la grande distribuzione. Insomma, la liberalizzazione è stata un flop.

Nel 2017, come fa sapere Confesercenti, le vendite del commercio al dettaglio sono state inferiori di oltre 5 miliardi di euro rispetto ai livelli del 2011, ultimo anno prima della liberalizzazione.

I negozi indipendenti – ha scritto in un comunicato Confesercenti – non sono stati in grado di competere con le aperture 24 ore su 24, sette giorni su sette, praticate dalla grande distribuzione. E sono stati costretti a chiudere: secondo le nostre stime, dal 2012 ad oggi l’aumento di competizione innescato dalla deregulation ha portato alla cessazione di almeno 90mila piccoli negozi“.

Non solo. La mazzata ai piccoli commercianti è arrivata anche dall’e-commerce che ha visto il suo fatturato crescere di 3,7 miliardi in soli 6 anni.

E allora è arrivata la proposta di evitare l’apertura dei negozi durante i giorni festivi, anche perché secondo un sondaggio il 59% dei consumatori sarebbe favorevole alla limitazione delle aperture delle attività commerciali.

È chiaro – ha scritto Confesercenti – che lì dove c’è bisogno, come nelle mete turistiche, è necessario che le attività commerciali siano aperte. Ma dove non c’è bisogno, la deregulation si è trasformata in un obbligo competitivo che ha favorito i grandi e schiacciato lavoratori e piccoli imprenditori. La nostra è una proposta equilibrata“.