Nei guai l’ex Pm Ingroia: sequestrati 151mila euro

Antonio-Ingroia

La Guardia di Finanza ha sequestrato 151mila euro all’ex PM di Palermo, Antonio Ingroia.

L’ex magistrato – oggi avvocato e residente a Roma – è indagato per peculato e il sequestro è stato disposto dal GIP su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo siciliano.

Stando all’accusa, Ingroia, quando era amministratore unico di Sicilia e-Servizi (società che gestisce i servizi informatici della Regione Siciliana), avrebbe percepito indebitamente rimborsi di viaggio e si sarebbe liquidato un’indennità di risultato da 117 mila euro.

L’auto-liquidazione sarebbe avvenuta il 3 luglio 2014, in aggiunta al compenso riconosciuto dall’Assemblea Regionale Siciliana di 50mila euro.

Ma non finisce qui. Perché Ingroia, sempre secondo l’accusa (il procuratore Francesco Lo Voi, l’aggiunto Sergio Demontis e i sostituti Pierangelo Padova ed Enrico Bologna), si sarebbe indebitamente appropriato di ulteriori 34mila euro, a titolo di rimborso spese sostenute per vitto e alloggio nel 2014 e nel 2015, in occasione delle trasferte a Palermo per svolgere le funzioni di amministratore.

E ciò nonostante la normativa nazionale e regionale consenta agli amministratori di società partecipate residenti fuori sede l’esclusivo rimborso delle spese di viaggio.

Ingroia – come si legge su Repubblica.it – avrebbe soggiornato negli alberghi più lussuosi e costosi di Palermo, tra cui il Grand Hotel Villa Igiea.

L’ex pm aveva, infatti, adottato un regolamento interno alla società che consentiva tale ulteriore indebito rimborso.

Ingroia, alle politiche del 4 marzo, si era candidato nella Lista del popolo per la Costituzione ma l’esperienza elettorale è stata fallimentare.