No a bicchieri di plastica per prosecco e champagne. Ecco perché

Manca ormai poco a Natale, e subito dopo dovremo fare i ‘conti’ con il Capodanno. Si avvicina, dunque, il momento di brindare con amici, colleghi e parenti. E ovviamente è già tempo di pensare al tipo di spumante, champagne o prosecco da stappare.

Ma attenzione. Un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università del Texas ad Austin ci mette in guardia sui bicchieri: il materiale di cui sono fatti modifica il sapore di prosecco e champagne. O meglio, altera la formazione delle bollicine che, si sa, contribuiscono a definire il gusto di ciò che stiamo bevendo.

Nello specifico, sono i bicchieri in plastica che modificano le bollicine. Per gustare al meglio prosecco e company, dunque, non c’è nulla di meglio che un calice di vetro.

I ricercatori texani sono giunti a questa conclusione durante un test di ‘ascolto’ delle bollicine: volevano capire se era possibile ricavare informazioni sulla qualità dei vini frizzanti attraverso misurazioni acustiche.

Le bolle sono molto risonanti – ha spiegato Kyle S. Spratt in occasione del congresso della Società americana di acustica a New Orleans – ed emettono suoni come le campane. La frequenza che generano dipende in parte dalle loro dimensioni. È risaputo che la qualità di un vino frizzante è correlato alla grandezza delle sue bollicine”.

Quindi, in un bicchiere di champagne è stato immerso un idrofono, un microfono progettato per rilevare suoni nei liquidi. Prima è stato utilizzato un bicchiere in vetro, poi uno in polistirolo.

In quest’ultimo caso, ha confermato Spratt, “il processo di formazione delle bollicine risulta essere completamente diverso che sul vetro. Quindi se mai vi troverete a bere champagne da un bicchiere del genere, le bollicine saranno decisamente diverse“.

Meglio, dunque, il vetro.