Noemi Durini, 5 anni dopo l’omicidio, parla la madre

Le parole di Imma Rizzo

Noemi Durini
Noemi Durini

Sono trascorsi cinque anni da quel settembre del 2017 in cui la 16enne Noemi Durini fu sepolta viva dopo essere picchiata e accoltellata dal fidanzato Lucio Marzo, allora minorenne, che confessò l’omicidio.

Per quanto fatto, l’assassinio è stato condannato, con sentenza definitiva, a 18 anni e 8 mesi di carcere.

La madre della ragazza, Imma Rizzo, è tornata a parlare sulle pagine de La Stampa e ha affermato: “La legge non tutela davvero le donne che denunciano. Sentivo che nel ragazzo di Noemi c’era qualcosa che non andava, poi arrivò anche a picchiarla. Ho detto tutto ai carabinieri più volte. E, dopo qualche mese, si è trasformato nel suo assassino. Nessuno ha fatto niente per fermarlo, nonostante i miei appelli. Siamo state abbandonate”.

Solo dopo la tragedia la madre di Noemi ha saputo che Lucio Marzo era stato sottoposto a trattamenti sanitari obbligatori (TSO) “i arrabbiava senza motivo, iniziò anche a minacciarmi, diceva che voleva stare con Noemi e che non dovevo intromettermi. Poi, le alzò anche le mani e i carabinieri mi dissero che bisognava aspettare una comunicazione formale da parte del giudice. Alla luce di quanto accaduto, ho deciso di denunciare l’intera caserma. Nessuno mi ha mai chiesto scusa”.

Infine, la madre di Noemi ha detto: “Sono cinque anni senza Noemi, mi chiedo dove fossero le istituzioni. Io ho sempre sostenuto che il fidanzato non può aver agito da solo. Inizialmente sono stati indagati anche i suoi genitori per occultamento di cadavere, ma poi la loro posizione è stata archiviata. Purtroppo non è stato fatto tempestivamente ciò che andava fatto. Le mie richieste non sono state ascoltate ed è finita così”.

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