Noemi Durini, nuovi terribili dettagli sulla sua morte

Emergono nuovi terribili dettagli sull’omicidio di Noemi Durini, la 16enne di Specchia uccisa dal fidanzatino Lucio e il cui corpo fu ritrovato il 13 settembre sotto un cumulo di pietre nelle campagne di Castrignano del Capo (Lecce).

L’autopsia, eseguita dal medico legale Roberto Vaglio, ha confermato che la giovane è morta per asfissia e non per le botte e le coltellate che le erano state inferte. In poche parole, Noemi era ancora viva mentre Lucio la seppelliva sotto un cumulo di pietre.

Dunque, corrisponderebbero al vero le dichiarazioni del ragazzo contenute nella perizia sulle capacità di intendere e di volere effettuata dalla psicologa-psicoterapeuta Maria Grazia Felline e dallo psichiatra-psicoterapeuta Alessandro Zaffarano, consulenti del Tribunale per i minorenni.

Nel documento, infatti, si legge che “L.M. dichiara che mentre poneva le pietre sopra alla ragazza, lei dicesse: Che c**** stai facendo?”. E ancora: “Quando sono andato via io, Noemi era viva. Lo so perché diceva ‘che cogl****’, ‘che mi hai fatto”.

Lo ricordiamo: il giovane fu arrestato il 13 settembre dopo aver rivelato il luogo in cui era nascosto il cadavere di Noemi. È accusato di omicidio preterintenzionale aggravato, occultamento di cadavere e porto di oggetti atti ad offendere. Il padre, invece, è accusato di concorso in occultamento di cadavere.

A pochi giorni dal deposito della consulenza psichiatrica che ha stabilito la sua capacità di intendere e di volere, il fidanzato di Noemi ha ritrattato la sua confessione e ha accusato un meccanico di 49 anni di Patù e amico della vittima.