Noemi Letizia, separazione tre mesi dopo le nozze

Noemi Letizia e Vittorio Romano hanno raggiunto l’accordo per una separazione consensuale: a lei, di Portici (Napoli), diventata famosa quando l’allora premier Silvio Berlusconi si presentò a sorpresa (aprile 2009) alla sua festa per il 18esimo compleanno a Casoria, andranno 6mila euro al mese.

L’intesa – così come scrive il quotidiano Repubblica – tutela i due piccoli bambini nati dalla loro unione.

I due, 26 anni lei, 36 lui, si erano sposati lo scorso giugno a Nerano, in costiera amalfitana.

Dopo tre mesi dal matrimonio la fine della loro relazione. I coniugi hanno utilizzato la procedura della ‘negoziazione assistita’, che consente di decidere in tempi rapidi mantenimento, affidamento dei figli, conti. A marzo del 2015, ad Arcore, Berlusconi aveva fatto da padrino al secondo figlio di Noemi.

Nel suo futuro, ha annunciato la giovane a chi la conosce, un’attività da imprenditrice. Nel 2011 Noemi, che ha conseguito la laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche, lanciò anche una linea di costumi da bagno. L’imprenditore Vittorio Romano, dal canto suo, ha ricoperto anche la carica di responsabile della promozione e dello sviluppo dei club Forza Silvio per il Sud.

Noemi Letizia (Foto Ansa)

Il matrimonio è durato appena 90 giorni, riporta Repubblica, dopo una cerimonia da sogno con 200 invitati trasportati in barca da Capri alla baia di Recommone, a Nerano.

Era appena lo scorso 23 giugno quando le foto di quella festa sono comparse su tutti i siti dei quotidiani italiani.

Poi, il 23 settembre, l’epilogo a tinte drammatiche. Sullo sfondo una presunta aggressione in casa, dopo che Vittorio, 36 anni, figlio dell’alta borghesia locale con mamma nobile e padre imprenditore, sarebbe andato in escandescenza per una foto di lei, nella quale festeggiava la separazione, non ancora così concordata.

Era dovuta intervenire la polizia nella loro casa a Mergellina. Ma da quello scontro non è seguita alcuna denuncia, anzi è stata la molla che ha accelerato l’accordo consensuale: “per il bene dei due bambini” nati dalla relazione.