Non ce l’ha fatta il cucciolo ritrovato dai Carabinieri in un box a Catania

Il povero cane non mangiava da almeno 10 giorni e non beveva da 3.

Non ce l’ha fatta, a causa del grave stato di anemia e disidratazione, il Bull terrier inglese di un anno liberato a Catania il 5 aprile scorso dai Carabinieri dal box fatiscente dov’era stato trovato abbandonato e malnutrito durante un blitz nel quartiere di Librino.

La morte del cane, avvenuta il 6 aprile scorso ma resa nota solamente oggi, è riconducibile ad una mancata alimentazione per almeno 10 giorni e alla mancanza di acqua per almeno 3 giorni.

Il cagnolino – come si apprende dall’Ansa – era stato affidato alle cure di un veterinario di un’associazione di volontari, il Rifugio di Concetta. Il cane, così come certificato dal medico, era in uno “stato cachettico, non deambulante, in stato di decubito laterale“. Presentava, inoltre, un “ottundimento del sensorio con emissione di feci emorragiche, anemia conclamata e un grave stato di disidratazione” ed era infestato di pulci. A carico del proprietario, che fu denunciato, i militari hanno redatto una nuova informativa sulle omissioni nella cura del cane.

Free Green Sicilia, come affermato dal suo portavoce Alfio Lisi, ha chiesto al sindaco di Catania, Salvo Pogliese, nel rispetto del D.P.R. 31 marzo 1979, al quale spetta la vigilanza sull’osservanza delle leggi e delle norme relative alla protezione degli animali che vivono sul territorio comunale, oltre al Regolamento comunale per la Tutela degli Animali, di promuovere la costituzione di parte civile del Comune nei confronti della persona denunciata dai Carabinieri per maltrattamento (nel caso il reato contestato andasse in giudizio), aggravato dalle sofferenze del cucciolo, nel rispetto dell’ex art. 727 del Codice Penale (maltrattamento degli animali).

Free Green Sicilia ha fatto appello a ogni cittadino che è testimone di forme di maltrattamento contro animali d’affezione o selvatici di segnalare senza esitare, essendo pure un dovere civile, tali fatti alle forze dell’ordine come Carabinieri, Polizia, Vigli Urbani, Guardia Forestale, guardie zoofile, direttamente o telefonando al 112, che per legge hanno competenze specifiche anche quando ad essere maltrattati sono animali non umani.