Nuova svolta nel caso di Denise Pipitone: si riapre il caso

Denise Pipitone al momento della scomparsa.

A 14 anni dalla scomparsa da Mazara del Vallo di Denise Pipitone, quando aveva 4 anni, ci potrebbe essere un nuovo colpo di scena.

A Pomeriggio 5 – il programma condotto da Barbara D’Urso – si è parlato di una presunta svolta legata al DNA.

L’inviata della trasmissione, infatti, ha rivelato che “le indagini dei Ris di Messina si starebbero concentrando sulle impronte digitali prelevate nei luoghi che Denise frequentava. E da alcune minuscole impronte di polpastrelli, con le tecnologie attuali, sarebbe possibile estrarre il DNA. Questo sarebbe un dato importante perché permetterebbe di capire gli ultimi spostamenti della bimba“.

La giornalista di Pomeriggio 5 ha anche annunciato che “i genitori di Denise, Piera Maggio e Piero Pulizzi, avrebbero deciso di sposarsi“.

Denise Pipitone il prossimo 26 ottobre compirà 18 anni.

LA VICENDA

Denise Pipitone è una bambina di tre anni che è scomparsa intorno alle 12 del 1º settembre 2004 a Mazara del Vallo, in Provincia di Trapani, mentre si trovava nei pressi della casa della nonna materna.

Diversi gli spunti che si sono presentati negli anni agli investigatori, anche se le indagini si sono sempre concentrate nell’ambito familiare allargato. Secondo l’ultima ricostruzione proposta dagli inquirenti Denise sarebbe stata rapita dalla sorellastra Jessica Pulizzi, anche lei minorenne, con la complicità della madre Anna Corona e dell’ex fidanzato Gaspare Ghaleb per motivi sottesi a “vendetta e gelosia perché Denise e Jessica Pulizzi sono figlie dello stesso padre, Piero Pulizzi”. Il procedimento penale conduce al processo in cui sono imputati solo Jessica Pulizzi, con l’imputazione di sequestro di minore, e Gaspare Ghaleb, per il reato di false informazioni al pubblico ministero.

La donna verrà assolta all’esito del dibattimento di primo grado dal Tribunale di Marsala il 27 giugno 2013 e dalla Corte d’appello di Palermo il successivo 2 ottobre 2015. Assoluzioni confermate dalla Corte di Cassazione nell’aprile 2017. Per gli addebiti del coimputato è intervenuta nel corso del procedimento la prescrizione del reato.