Olimpiadi, rischio figuraccia per l’Italia, cosa rischia il nostro sport?

Presto una decisione senza precedenti del Comitato Olimpico Italiano (CIO).

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Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) potrebbe sospendere il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI). Questo signicherebbe che gli atleti azzurri potrebbero non gareggiare alle Olimpiadi di Tokyo, al via il 23 luglio, sotto il tricolore. Ne dà notizia Repubblica.it, in un articolo a firma di Matteo Pinci.

«La campana suonerà alle 17.30 di mercoledì, ma la decisione è stata presa», si legge. E ancora:  Senza un intervento del governo, Federica Pellegrini o Gregorio Paltrinieri potrebbero concorrere soltanto come atleti indipendenti. E non solo. Perché la sospensione del Coni, rischierebbe di avere pesanti ripercussioni anche su Milano-Cortina, i Giochi invernali che l’Italia ospiterà nel 2026. La sospensione del Coni bloccherebbe anche i finanziamenti del Cio, che ovviamente arrivano tramite i Comitati Olimpici».

Il motivo? La riforma dello sport nata due anni e tre mesi fa sotto il governo Lega – MoVimento Cinque Stelle e che non ha visto un intervento dell’attuale ministro Vincenzo Spadafora.

Riccardo Nencini, presidente della commissione Istruzione, Cultura, Sport e Spettacolo del Senato, ha dichiarato: «La notizia, certa, che il Comitato Olimpico Internazionale intenda sospendere la partecipazione degli atleti italiani alle Olimpiadi perche’ la riforma dello sport ha privato il Coni della sua autonomia obbliga il governo a correre immediatamente ai ripari. L’avevamo detto da tempo, ma non siamo stati ascoltati. Una figuraccia planetaria. Si adotti rapidamente un decreto che restituisca al Coni la dovuta autonomia. Non c’è più tempo da perdere».

Daniela Sbrollini, responsabile del cantiere cultura e sport di Italia Viva, ha affermato: «La mancata approvazione del decreto per risolvere la questione dell’autonomia del Coni è un danno incalcolabile in termini di immagini per il nostro paese. Una figuraccia mondiale che umilia non solo il nostro sport e i nostri atleti, costretti a gareggiare alle Olimpiadi di Tokyo senza tricolore e senza inno di Mameli, ma anche di compromettere i rapporti internazionali con Giappone e Cina. Ora il Governo deve fare di tutto per evitare l’ennesimo disastro politico figlio di inesperienza e superficialià’: ci sono ancora i margini per varare un provvedimento in extremis che sblocchi lo stallo imbarazzante in cui si trova tutto lo sport italiano. Noi di Italia Viva ci siamo: dobbiamo fare di tutto per evitare una sconfitta politica e sportiva che l’Italia non può permettersi».

Lucio Malan, senatore di Forza Italia: «A causa dello sconsiderato decreto che a suo tempo avevo aspramente criticato, proprio su questo punto, l’Italia rischia di partecipare alle Olimpiadi in modo semi clandestino con grave danno all’immagine del nostro sport e dell’intero paese. Ora il Governo agisca rapidamente per evitare una situazione che colpirebbe innanzitutto gli atleti ma anche tutti gli italiani che amano lo sport».

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