Omicidio arbitro De Santis: “Li ho uccisi perché erano troppo felici”

L’assassino era stato coinquilino di Daniele.

Si chiama Antonio De Marco l’assassione dell’arbitro Daniele De Santis e di Eleonora di Manta, la 30enne sua fidanzata. Ventuno anni e originario di Casarano, è stato sottoposto a fermo nella notte tra il 28 e il 29 settembre.

Interrogato dal procuratore di Lecce Leonardo Leone De Castris, ha ammesso l’omicidio dell’aribitro 33enne e della sua compagna lo scorso 21 settembre. I due sono stati finiti con 60 coltellate.

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“Li ho uccisi perché erano troppo felici”

Coinquilino della coppia fino allo scorso agosto nell’appartamento che è stato teatro del brutale delitto, De Marco studiava Scienze Infermieristiche. Il giovane se ne era andato nel momento in cui De Santis gli aveva comunicato che non avrebbe più potuto accettare coinquilini in quanto lui ed Eleonora avrebbero iniziato una convivenza in pianta stabile.

A seguito del sequestro di alcune fascette e della certezza dell’utilizzo di un pugnale come arma del delitto, gli investigatori hanno affermato che, molto probabilmente, nei piani di De Marco c’era il fatto di legare e torturare la coppia.

Interrogato sul motivo del suo gesto, De Marco ha dato una risposta inquietante, affermando di  averli uccisi perché erano troppo felici. Altrettanto inquietante, considerando i fatti, è un post pubblicato dal giovane sul suo profilo Facebook, un contenuto in cui si parla della vendetta come un piatto da servire freddo, che non risolve il problema ma che pochi istanti ti fa sentire soddisfatto.

IN ISOLAMENTO

Antonio De Marco si trova in isolamento sotto vigilanza continuativa nel supercarcere di Borgo San Nicola a Lecce. Si tratta di una disposizione dettata dalla giovane età del detenuto e dal fatto che per la prima volta viene a contatto con il contesto carcerario. La famiglia ha nominato un proprio difensore di fiducia in sostituzione di quello d’ufficio. Entro oggi sarà fissata la data dell’interrogatorio per la convalida del fermo.

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