Omicidio Cerciello Rega, indagato il collega Adriano Varriale

La Procura militare contesta al carabiniere il reato di ‘violata consegna’ perché non aveva con sé l’arma di ordinanza.

Violata consegna” per non avere portato al seguito la pistola di ordinanza.

È questo il reato che la Procura militare ha contestato ad Adriano Varriale, il carabiniere che si trovava insieme al vicevrigadiere Marcello Cerciello Rega la notte del 26 luglio in cui fu ucciso accoltellato in centro a Roma da due giovani turisti americani Christian Gabriel Natale Hjort e Finningan Lee Elder.

Il procuratore Antonio Sabino ha precisato che si tratta di un “atto dovuto” dopo le notizie emerse finora e he gli accertamenti sono “ancora in fase esplorativa“.

A Varriale, in pratica, viene contestato l’articolo 120 del codice penale militare di pace.

È emerso, infatti, che nella notte della tragedia non furono rispettati i protocolli: sia Varriale che la vittima, infatti, non avevano addosso la pistola (che va sempre portata, anche in operazioni in borghese). Inoltre, l’obbligo prevede anche la dotazione delle manette e il tesserino di riconoscimento (e nel marsupio di Cerciello Rega non c’erano né l’une né l’altro).

I due militari, infine, si presentarono all’appuntamento con la coppia di turisti, al posto di Sergio Brugiatelli, per recuperare lo zaino, senza un sopporto da parte di altri colleghi.

Leggi anche: Chi sono i due americani sospettati dell’omicidio del carabiniere.

Da SaluteLab: La gomma da masticare accelera il processo di guarigione dopo un intervento chirurgico.