Omicidio del carabiniere a Roma, la Procura indaga sui soccorsi

Mario Cerciello Rega morto per un’emorragia. La corsa in ospedale dopo 23 minuti.

La Procura di Roma ha deciso di indagare sui soccorsi al vicebrigadiere dei carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso nella notte tra il 25 e il 26 luglio a Roma.

Ne ha dato notizia Il Tempo, secondo cui il militare “è rimasto steso a terra per un quarto d’ora, sanguinando copiosamente dalle ferite di 11 coltellate, prima che arrivasse a soccorrerlo il personale medico. Poi, dopo un’altra decina di minuti, il vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega è stato finalmente caricato sull’ambulanza e trasportato nel vicino ospedale Santo Spirito, sul Lungotevere al confine tra il rione Prati e Trastevere“.

La Procura, insomma, vuole capire se ci siano delle responsabilità da addebitare al personale del 118 e, in caso positivo, ciò potrebbe “attenuare” quelle contestate ai due giovani turisti americani.

L’autopsia sul militare 35enne, infatti, avrebbe accertato che Cerciello Rega è deceduto a causa di una forte emorragia, causata da “ferite penetranti multiple da arma bianca“.

Andrea Varriale, il collega della vittima, ha dichiarato che l’ambulanza sarebbe giunta sul posto “dopo 15 minuti” e “dopo altri 6 – 7 minuti è sopraggiunta un’automedica“. Solo allora Cerciello Rega sarebbe stato trasportato all’Ospedale Santo Spirito, che dista meno di un chilometri, dove però è morto poco dopo.

Tale indagini contribuiranno anche a sapere quanto fosse stata protegga l’operazione del ‘cavallo di ritorno’ assegnato alla vittima e e se l’emorragia poteva essere fermata intervendo più velocemente.

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