Omicidio guardia giurata, i tre: “Pensavamo che russasse”

Sono emersi particolari inquietanti dall’omicidio della guardia giurata Francesco Della Corte, aggredito lo scorso 3 marzo a Napoli a colpi di bastone da tre minorenni accusati di tentata rapina e omicidio doloso.

I tre – due 16enni e un 17enne – avevano l’obiettivo di rapinarlo della sua pistola per poi rivenderla a 600 euro.

Stando a quanto ricostruito, i tre avrebbero atteso l’arrivo del vigilante alla stazione della metropolitana di Piscinola per impossessarsi dell’arma, aggredendolo poi alle spalle, colpendolo ripetutamente alla testa con due piedi di un tavolo in legno trovato in strada.

I tre, però, non sono riusciti a prendere l’arma perché Della Corte la teneva nascosta in una giacca.

Agli inquirenti i tre hanno pensato che, una volta aggredito, la guardia giurata non stesse per morire ma “pensavamo che russasse“.

Il piano dell’aggressione sarebbe stato dal più piccolo del trio violento, L., 15 anni compiuti nel dicembre scorso.

LE PAROLE DI UNA MADRE

La madre di uno dei tre ragazzi, come si legge in varie testate, ha affermato:

Ho detto a mio figlio che ora non mi vedrà più. Io non ci volevo credere che avevano fatto una cosa così assurda. Anche se lui ha guardato solamente, perché io non ci credo che lui ha colpito, ma deve pagare il suo reato. Non ha voluto studiare, lo stavo mandando in Germania a lavorare. Era l’unico modo per salvarsi”.

LA REAZIONE DELLA FAMIGLIA DEL METRONOTTE

Giuseppe Della Corte, il figlio 25enne del vigilante, all’Ansa, rivolgendosi ai genitori, ha detto:

“Per me sono complici degli assassini, sia chi esprime solidarietà sui social con i minorenni arrestati sia i loro genitori che li hanno lasciati alle 3 di notte andare in giro aggredendo un uomo buono che faceva il suo lavoro. […] Vogliamo giustizia, fino in fondo. Gli assassini devono marcire in galera”.

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