Omicidio Jessica Faoro, la ragazza aveva chiamato i Carabinieri 7 giorni prima

Alessandro Garlaschi, il 39enne tranviere accusato di avere ucciso due giorni fa – mercoledì 7 febbraio – a Milano, in via Brioschi, la 19enne Jessica Valentina Faoro e di avere, poi, cercato di bruciarne il corpo, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia davanti al GIP.

Nelle prossime ore la GIP, Anna Calabi, deciderà sulla convalida del fermo e la custodia cautelare per l’indagato.

Jessica Faoro (da Facebook).

LA VICENDA

Alessandro Garlaschi ha detto di averla uccisa per legittima difesa: “Ho rigirato il coltello che aveva in mano contro di lei e l’ho colpita allo stomaco”.

La 19enne si sarebbe opposta agli approcci dell’uomo.

Garlaschi, dopo averla colpita, ha inferto altre coltellate al petto della giovane.

Dopodiché, l’uomo ha dato fuoco alla parte inferiore del corpo per tentare di sbarazzarsi del cadavere di Jessica.

La ragazza, madre di una bimba tolta dal Tribunale dei Minorenni, si trovava a casa dell’uomo e della moglie per sbrigare alcune incombenze domestiche in cambio di un posto letto.

LA RIVELAZIONE

Una settimana prima di essere uccisa, la ragazza aveva chiesto aiuto.

Dalle indagini, infatti, è emerso che all’una di notte del primo febbraio la 19enne aveva chiamato i Carabinieri, a cui aveva raccontato che l’uomo dal quale viveva, mentre dormiva, aveva tentato un approccio.

Come rivelato dal Corriere della Sera, quella notte la ragazza è stata trovata in strada dai Carabinieri: “Devo tornare di sopra a prendere i mie due zaini, non voglio rimanere più in quella casa“, ha detto.

I Carabinieri sono saliti e nell’appartamento hanno trovato Garlaschi ma non la moglie (Jessica, però, pensava che fossero fratello e sorella).

Jessica ha, poi, passato la notte da un’amica ma, nei giorni seguenti, è tornata in quell’appartamento.

Qualche giorno dopo l’assassinio.