Omicidio Luca Sacchi, Anastasia: “Non sapevo di avere 70mila euro nello zaino”

La ragazza è stata ascoltata dal Gip di Roma Costantino De Robbio.

Stamattina, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Luca Sacchi avvenuta nella notte tra il 23 e il 24 ottobre a Roma, è stata sentita l’ex fidanzata del giovane, Anastasiya Kylemnyk, indagata per il tentato acquisto di un carico da 70 mila euro di droga.

La giovane non ha più parlato dopo le bugie iniziali dette agli inquirenti la notte dell’omicidio e si è presentata con berretto rosa calato sugli occhi e occhiali da sole, accompagna dal suo difensore, l’avvocato Giuseppe Cincioni.

I magistrati contestano alla 25enne di aver avuto un ruolo nel tentativo di acquisto di un grosso quantitativo di sostanza stupefacente insieme a Giovanni Princi, ex compagno di scuola di Sacchi, che si trova in carcere.

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Luca Sacchi e la fidanzata Anastasia.

Ebbene, davanti al Gip di Roma Costantino De Robbio, la ragazza, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, ha detto: «Non sapevo di avere 70 mila euro nello zaino ed ero davanti a quel pub con Luca come mille altre volte era capitato». Anastasia ha anche affermato che «Io e Luca assolutamente estranei a questa vicenda».

Al termine dell’atto istruttorio l’avvocato Cincioni ha dichiarato che «il comportamento di Anastasia durante l’interrogatorio ha dato atto della sua estraneità all’ipotizzato traffico di sostanze stupefacenti». Il legale della ragazza ha anche detto che «prima di quel momento Giovanni Princi era un grandissimo amico di Luca».

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Anastasia Kylemnyk e Luca Sacchi.

Ieri, i quattro finiti in carcere si sono avvalsi tutti della facoltà di non rispondere. Davanti al gip non hanno parlato i tre pusher accusati di omicidio né Princi.

Valerio Del Grosso, reo confesso dell’omicidio, in una dichiarazione spontanea ha fatto sapere che «era la prima volta che prendeva un’arma in mano» e ha ribadito: «Non volevo uccidere nessuno».

Princi, infine, si è detto «addolorato per la morte del suo amico. Per lui è stata una vicenda dolorosissima», ha fatto sapere il difensore Massimo Pineschi, che non esclude il ricorso per chiedere la scarcerazione: «Il mio assistito è scosso, è alla sua prima esperienza detentiva, potete immaginare come sta. Valuteremo il ricorso al Riesame dopo avere letto tutti gli atti».

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