Omicidio Luca Sacchi, il padre della vittima: “Con Anastasia non ci vediamo più”

Ecco cosa ha raccontato il papà di Luca Sacchi in conferenza stampa.

Non accostiamo faccende di droga a questo omicidio e soprattutto alla famiglia Sacchi“. Lo hanno detto Armida Decina e Paolo Salice, i legali della famiglia di Luca Sacchi, il ragazzo ucciso a Roma nella zona di Colli Albani, durante una conferenza stampa all’Appia Hotel di Roma.

Una conferenza stampa in cui era presente anche il papà della vittima, il signor Alfonso, che ha ribadito quanto suo figlio fosse un bravo ragazzo e che “è morto senza sapere neanche lui il perché”.

Gli dicevo di non fidarsi – ha raccontato Alfonso Sacchi riferendosi al figlio – ma non di particolari persone, in genere del mondo. ‘Stai attento a tutti’, io gli dicevo, come dice un padre a un figlio, ma non in particolare rispetto a qualcuno”.

Aveva pochi amici in realtà – ha continuato – che mi sembravano brave persone. Con Giovanni P. facevano il liceo insieme poi si erano persi, lo aveva incontrato per caso 5-6 mesi fa e avevano iniziato a vedersi e me lo aveva anche detto. Era pulito mio figlio. Mio figlio non aveva bisogno di soldi, aveva un lavoro, io ho un ristorante. Non aveva bisogno di niente e quando voleva acquistare qualcosa chiedeva. Mi fidavo ciecamente di mio figlio un gioiello, pulito“.

Lo ricordiamo, Giovanni P. era “un amico intimo” della vittima, “pregiudicato per reati inerenti agli stupefacenti“, presente “al momento dell’esplosione del colpo di pistola” all’interno del pub, ma che si è allontanato “prima dell’arrivo dei carabinieri“.

Il papà di Luca ha anche risposto alle domande dei giornalisti relativi alla fidanzata del figlio.

La notte della morte di Luca – ha raccontato il papà – abbiamo pianto insieme abbracciandoci io, mia moglie, il mio figlio più piccolo e Anastasia. Ha dormito con noi, ci siamo abbracciati e fatti forza l’un altro. A lei quella sera ho detto che la camera di Luca ora era la sua. Da allora non l’ho più vista. Poi solo contatti telefonici per saper come stavamo. L’ultimo sabato. Anastasia continuava a dire di essere stata aggredita. Aveva il collarino”.

Anastasia – ha aggiunto l’avvocato Armida Decina – ha raccontato alla famiglia quello che ha raccontato ai carabinieri accorsi sul posto quella sera. E cioè che è stata aggredita con una mazza dietro al collo e ha perso i sensi, Luca sarebbe intervenuto fino al tragico finale. È quello che ha raccontato a tutti e anche a noi“.

La conferenza si è conclusa con una richiesta precisa da parte del genitore del giovane: “Voglio solo giustizia per mio figlio Luca, mio figlio Luca era una brava persona“.

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