Omicidio Luca Sacchi, nuovi dubbi sulla testimonianza di Anastasia Kylemnyk

Il racconto della fidanzata della vittima ha mostrato buchi e incongruenze.

Anastasia Kylemnyk

È passata una settimana dall’omicidio del 24enne Luca Sacchi e la famiglia della vittima ha scelto di allontanarsi dalla fidanzata del figlio perché è “impossibile a livello morale difenderla“, come affermato dai legali.

Nel corso dei giorni, infatti, la testimonianza di Anastasia Kylemnyk ha cominciato a mostrare buchi e incongruenze, smentita da un testimone e dalle telecamere di videosorveglianza.

La ragazza, infatti, aveva affermato che si trovava con il giovane al momento dello sparo che lo ha ucciso ma, invece, è risultato il contrario dalle immagini e dai racconti di chi c’era in quella notte.

Anastasia, tra l’altro, ha detto ai carabinieri che Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, accusati dell’assassinio di Sacchi, sono sbucati all’improvviso e l’hanno colpita con una mazza alla nuca per strapparle lo zainetto con i soldi dentro.

Anastasia Kylemnyk e Luca Sacchi.

Da chiarire, poi, come rivelato dall’autopsia, il motivo per cui sul cadavere di Luca Sacchi sono state trovate delle lesioni agli arti superiori e inferiori causate molto probabilmente da una mazza da baseball. E Anastasia dovrà chiarire agli inquirenti anche questo.

Poi, secondo la famiglia di Luca, la vittima era estranea alla trattativa per l’acquisto della droga.

Infine, gli inquirenti stanno cercando di ricostruire le comunicazioni intercorse tra i personaggi presenti sulla scena del delitto e non solo. Lo scopo è verificare se Luca e la fidanza Anastasia abbiano avuto rapporti con la rete di pusher gestita da Valerio Del Grosso.

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