Omicidio Pamela Mastropietro: ferita prima di morire

Segni di violenza applicata in condizioni di vitalità“. È questa la conclusione shock della nuova autopsia effettuata dal medico legale Mariano Cingolani sul corpo di Pamela Mastropietro.

Si fa strada, dunque, l’ipotesi che la 18enne abbia subito violenze prima di morire. Il professor Cingolani, infatti, ha rilevato una ferita alla testa probabilmente provocata da uno spigolo o da un corpo contundente e altre all’altezza del fegato compatibili con il segno di un coltello che potrebbero essere state inferte quando Pamela era ancora viva.

Ci vorrà ancora un po’ di tempo per avere delle risposte certe perché, come ha confermato lo stesso Cingolani, “il sezionamento del cadavere è stato fatto in modo scientifico per cancellare le prove“.

Io, con gli strumenti giusti e un tavolo operatorio – ha detto a ‘Tgcom24’ – ci avrei messo almeno 10 ore per sezionare un corpo in quel modo, non posso credere che sia stato fatto in una vasca da bagno“.


Diventa, quindi, sempre più plausibile che Innocent Oseghale non fosse solo quel giorno e che il ‘lavoro sporco’ sia stato fatto da uno o più esperti, ad esempio macellai o chirurghi.

Difficile anche stabilire quanto sia stata letale la dose di eroina perché non ci sono né sangue né urine, e se ci sia stata violenza sessuale perché mancano alcune parti del cadavere tra cui parte dei genitali.

Intanto, in queste ore sarebbero stati fermati altri due nigeriani che potrebbero essere coinvolti nell’omicidio di Pamela: uno è stato trovato a Macerata, l’altro bloccato nella Stazione Centrale di Milano mentre cercava di raggiungere la Svizzera.

l procuratore Giovanni Giorgio, attraverso un comunicato, ha fatto sapere che “sono in corso e si protrarranno per l’intera giornata audizioni a chiarimenti di più soggetti di nazionalità nigeriana“, ma che “non sono stati effettuati fermi“.