Omicidio Pamela Mastropietro: Oseghale resta in carcere, il secondo indagato nega

Nessun rischio di scarcerazione”. Con questo telegrafico messaggio il procuratore Giovanni Giorgi ha messo a tacere le voci che insinuavano che Innocent Oseghale, il nigeriano in carcere per la morte di Pamela Mastropietro, sarebbe stato presto libero.

Anzi, Giorgi ha anche precisato che “lo trarremo in giudizio”. Insomma, la legge farà il suo corso.

Nel frattempo si sta cercando di smorzare i toni xenofobi che stanno dilagando in seguito al triste caso di cronaca e alla ‘vendetta’ di Luca Traini. Durante la fiaccolata a Macerata, la mamma di Pamela ha abbracciato un nigeriano che le aveva detto “chiedo scusa a nome di tutta la mia comunità”. E lei gli ha risposto “non sei tu che l’hai fatta a pezzi“.

Intanto Desmond Lucky, il nigeriano indagato in concorso con Innocent Oseghale, nega qualsiasi coinvolgimento nella storia.

Non ho ucciso io Pamela – ha dichiarato ai carabinieri secondo quanto riportato dal ‘Corriere Adriatico’ – non la conosco neanche e in quella casa non sono mai entrato. Quel giorno non ho incontrato né Pamela né Innocent. Martedì ho fatto le solite cose, sono stato a casa, poi sono uscito e sono andato al corso di italiano”.

E queste sono ore di apprensione per Gideon Azeke, 26 anni, originario del Ghana. Il ragazzo è una delle persone ferite da Traini. Ha lasciato volontariamente l’ospedale dove era stato trasportato perché colpito ad una gamba da una pallottola e non si hanno più sue notizie, è sparito nel nulla.

Le sue condizioni non sono gravi ma possono diventarlo a causa del rischio infezioni” hanno precisato i sanitari maceratesi che vorrebbero che il giovane tornasse in ospedale per essere curato nel migliore dei modi.

Ma Gideon non sarebbe in regola coni documenti e queste rende alquanto difficile che torni ad essere rintracciabile.