Omicidio Pamela Mastropietro: spunta un complice

Le indagini sulla morte di Pamela Mastropietro continuano senza sosta ed emergono nuovi particolari.

Sebbene continui a negare di essere il killer, la posizione di Innocent Oseghale, il 29enne nigeriano accusato dell’assassinio, si aggrava. Come riporta Tgcom24, Pamela sarebbe entrata in contatto con l’uomo per comprare dell’eroina. Nell’abitazione dell’africano, oltre ai vestiti insanguinati della giovane, sono stati ritrovati diversi coltelli a lama lunga con cui avrebbe fatto a pezzi la vittima, 78 grammi di hashish e due taniche di candeggina con cui sarebbe stata ripulita la scena del delitto.

Fonte Il Resto del Carlino

Ma non è tutto. Secondo quanto riferito da ‘Libero’, il piano iniziale prevedeva che il corpo della 18enne venisse sciolto nell’acido. Pare, infatti, che Innocent insieme ad un suo connazionale si sia recato in un negozio di casalinghi di via Roma per acquistare dell’acido. I due avrebbero infine ripiegato su due taniche di candeggina a poco prezzo che sarebbe servita per ripulire l’appartamento, ma anche per ‘lavare’ il corpo di Pamela. Probabilmente Innocent ha utilizzato la candeggina per cancellare i segni di uno stupro. Sembra infatti che gli inquirenti abbiano escluso la pista dei riti voodoo e stiano focalizzando l’attenzione su quello della violenza sessuale.

Dunque c’è un secondo uomo coinvolto. Non è ancora chiaro se quest’ultimo abbia partecipato allo scempio del corpo o se abbia solo aiutato il connazionale a lavare via le tracce, anche perché in casa dell’accusato sono state rinvenute dai Ris le impronte di due paia diverse di scarpe. Gli investigatori stanno cercando risposte anche attraverso i tabulati del cellulare del nigeriano.

Intanto si legge sull’Ansa che fonti del Campidoglio hanno fatto sapere che la salma potrebbe essere seppellita nel cimitero del Verano.