Omicidio Sarah Scazzi, il fratello: “Mia sorella poteva essere salvata”

Venerdì 20 ottobre 2017 è andata in onda su Rete 4 una nuova puntata di Quarto Grado, il programma condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero.

In apertura si è parlato dell’omicidio di Sarah Scazzi, con ospite il fratello Claudio che ha parlato duramente, ribadendo la sua difficoltà a perdonare il tragico omicidio della sorella.

“Zia Cosima e Sabrina hanno deciso quello che c’era da fare. Per assurdo l’omicidio c’è stato, è stato fatto da loro, può avere mille dinamiche. Il momento successivo è stato lucido. Non riesco proprio a perdonarli. Anche per la fase secondaria. Mia sorella poteva essere salvata, non è stata salvata. Hanno pensato solo a loro. Non a lei”.

È stato un omicidio d’impeto, come riconosciuto dai giudici di Taranto di primo e secondo grado, che hanno condiviso la ricostruzione della Procura. Frutto, come è scritto nella sentenza d’appello della gelosia di Sabrina per la cugina, e di un “autonomo risentimento” da parte di Cosima.

Sarah Scazzi il pomeriggio del 26 agosto 2011 si recò nella villetta dei Misseri, in via Deledda, ebbe una prima lite con Sabrina e Cosima, poi cercò di fuggire ma fu raggiunta in strada e riportata in casa, dove fu strangolata e uccisa dalle due donne. Il corpo fu portato nel garage e poi trasportato in auto nel pozzo-cisterna di contrada Mosca, come ha ricostruito anche l’accusa in Cassazione, rappresentata dal sostituto procuratore generale Fulvio Baldi.