Omicidio Willy Monteiro Duarte, al vaglio altre posizioni e nuovi indagati

Le ultime sulle indagini sull’omicidio del 21enne di Paliano

Ci sono novità sulle indagini per la morte di Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso durante una rissa nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre a Colleferro, alle porte di Roma. Si è appreso, infatti, che presto potrebbero arrivare nuove iscrizioni nel registro degli indagati.

L’attività di indagine dei carabinieri, coordinati dalla procura di Velletri, sta proseguendo con l’ascolto di altre persone presenti la notte dell’omicidio e che avrebbero avuto un ruolo nella rissa. All’esame ci sono anche i filmati delle telecamere a circuito chiuso presenti nell’area.

Al momento il procedimento resta rubricato come concorso in omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi ma alla luce delle testimonianze raccolte il capo di imputazione potrebbe aggravarsi in omicidio volontario.

LEGGI ANCHE: Omicidio Willy, parla il fratello di Marco e Gabriele: “Chiedo scusa per loro”

In attesa di saperne di più, ieri sera in migliaia hanno partecipato a una fiaccolata a Paliano, in provincia di Frosinone, dove viveva Willy. I presenti avevano indosso una maglietta bianca e una fiaccola per ricordare il giovane.

Il sindaco della cittadina, Domenico Alfieri, ha spiegato: «Eravamo a Paliano in migliaia: per soffrire insieme, per ricordare insieme, per imparare insieme la compostezza nella sofferenza che ci insegnano i famigliari di Willy. Eravamo talmente tanti che gli applausi partivano in testa e arrivavano in coda dopo 10 minuti: una sensazione da brivido lungo la schiena, alla quale seguiva di nuovo il silenzio. Ho parlato con gli splendidi ragazzi di cui spesso si dice in questi giorni: gli amici di Willy, gli organizzatori della fiaccolata. Scossi ma coraggiosi si sono fatti fortezza attorno alla famiglia in ogni momento, soprattutto a scudo di certa stampa. Quando il padre di Willy, abbracciandomi forte mi ha ringraziato ho provato vergogna. Quando l’ambasciatore di Capo Verde, in un abbraccio successivo mi ha ringraziato di nuovo avrei voluto sparire. Grazie? Di cosa? Ad entrambi ho chiesto di perdonarci, ho chiesto scusa con la poca voce che mi rimanere in questi giorni. Quando indossi la fascia rappresenti tutti e ti senti sulle spalle il peso dei limiti e delle responsabilità che tutti abbiamo».

LEGGI ANCHE: Ecco come il coronavirus attacca il cervello.