Operazione antimafia in Sicilia, duro colpo a Matteo Messina Denaro

Matteo Messina Denaro

Importante operazione messa a segno dalla DIA, la direzione investigativa antimafia.

Ventidue persone, affiliate alle famiglie mafiose della provincia di Trapani, sono state arrestate.

Colpite le risorse economiche e individuata la rete dei pizzini dei clan di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Partanna.

Fra gli arrestati ci sono anche due cognati di Matteo Messina Denaro, considerato tra i latitanti più ricercati al mondo.

Gli arrestati, a vario titolo, sono accusati di associazione mafiosa, estorsione, detenzione di armi, danneggiamento e intestazione fittizia di bene. Tutti reati aggravati dalle finalità mafiose.

Gli inquirenti hanno anche diffuso la notizia di un’intercettazione del 2017, in cui due degli arrestati approvano lo scioglimento dell’acido del 13enne Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino, avvenuto nel 1996.

Ecco il botta & risposta:

– “Allora ha sciolto a quello nell’acido, non ha fatto bene? Ha fatto bene“.
– “Se la stirpe è quella… suo padre perché ha cantato?“.
– “Ha rovinato mezza Palermo quello… allora perfetto”.
– “Il bambino è giusto che non si tocca però aspetta un minuto … perché se no a due giorni lo poteva sciogliere … settecento giorni sono due anni … tu perché non ritrattavi tutte cose? se tenevi a tuo figlio, allora sei tu che non ci tenevi“.
– “Giusto! perfetto!…e allora … fuori dai coglioni dice: ‘io sono in una zona segreta, sono protetto, non mi possono fare niente’…si a te… però ricordati coglione che una persona la puoi ammazzare una volta, ma la puoi far soffrire un mare di volte”.

Il fermo è stato disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Palermo e il blitz è scattato per scongiurare una nuova guerra tra i clan ed evitare la fuga di alcuni indagati.

Uno dei fermati, intercettato a marzo, accostava Matteo Messina Denaro e il padre Francesco, morto nel 1998, a padre Pio e ai Santi.