Orrore in Toscana: fratellini abusati da 9 sacerdoti, i dettagli

Coinvolto anche il fondatore della ex comunità religiosa: I Discepoli dell’Annunciazione.

(VS) Non fare mai del male ai bambini. È una regola che vale per chiunque. Anche per i sacerdoti. Che i bambini dovrebbero proteggerli. Spesso, però, questo non accade. E scoppiano scandali che traumatizzano le persone e fanno scoppiare il buon nome della chiesa.

Cinque sacerdoti, un frate e altri tre religiosi risultano indagati nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Prato per presunte violenze sessuali nei confronti di due fratelli, entrambi minorenni all’epoca dei fatti contestati.

Stando a quanto ipotizzato dagli inquirenti, gli abusi sessuali sarebbero avvenuti per anni nelle sedi di Prato e Calomini (Lucca) dell’ex comunità religiosa I Discepoli dell’Annunciazione, soppressa un mese e mezzo fa tramite un decreto emesso dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata della Santa Sede, per vari problemi tra cui «forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo».

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prete

Tra i nove indagati c’è anche il fondatore della comunità religiosa, don Giglio Gilioli, 73 anni, sacerdote di Veronia che si trasferì a Prati oltre dieci anni fa.

Le indagini hanno appurato che la comunità religiosa, anziché accogliere e aiutare i ragazzi, tirandoli fuori da situazioni difficili, li avrebbero costretti a un ‘inferno’ di perversione e violenza.

Questa è l’ipotesi terribili della Procura di Prato sui Discepoli dell’Annunciazione, ex confraternita di sacerdoti, religiosi e consacrati, nata nella città Toscana per volontà dell’indagato don Giglio Gilioli. I ragazzi hanno confessato di avere subito violenze ripetute, anche in gruppo e per molti anni.

Al momento sono state accertate due vittime ma si tema che ce ne siano delle altre, stando a quanto testimoniato dai due fratelli. Oltre al fondatore della confraternita, sono finiti nei guai otto ex confratelli, sottoposti a perquisizioni nei giorni scorsi.

L’inchiesta sarebbe partita dalle dichiarazioni dei due fratelli a distanza di alcuni anni dalle violenze, ma anche da altre persone ascoltate dagli uomini della squadra mobile della questura di Prato.

Per una delle vittime i fatti risalirebbero nel periodo tra il 2008 e l’estate del 2016 e gli abusi si sarebbero consumati sia nella sede di Prato che in quella di Calomini, nel Lucchese.

Otto dei nove indagati avrebbero abusato del ragazzino, sfruttando le sue condizioni di inferiorità psichica e fisica e costringendolo a compiere e subire atti sessuali, anche con più persone allo stesso tempo. L’altro fratello, invece, sarebbe stato oggetto di violenze sessuale da parte di due indagati nel periodo 2009 – 2012.

I magistrati hanno ritenuto credibili le testimonianze delle due vittime e l’inchiesta è solo all’inizio e potrebbe approdare a sviluppi clamorosi: forse nuove vittime, forse nuovi aguzzini.

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