Orsini, nuova bufera, “in dittatura un bambino può essere felice”

Franco Di Mare, direttore di Rai3: “Affermazioni riprovevoli”

Alessandro Orsini.

Alessandro Orsini torna a suscitare polemica per il suo intervento a Cartabianca, condotto da Bianca Berlinguer su Rai3.

In particolare, il docente di sociologia del terrorismo alla Luiss ha parlato dei bambini vittime della guerra: “Non ragiono in un’ottica politica, ma in un’ottica umanitaria. Preferisco che i bambini vivano in una dittatura piuttosto che muoiano sotto le bombe in una democrazia. Per quando sia innamorato della civiltà liberale e abbia sempre promosso i valori del liberalismo per me la vita umana, la vita dei bambini, è più importante della democrazia e della libertà, anche perché un bambino anche in una dittatura può essere felice, perché un bambino può vivere dell’amore della famiglia“.

La bacchettata di Franco Di Mare, direttore di Rai3

Parole che hanno scatenato una bufera sui social media e la presa di distanza da parte di Franco Di Mare, direttore di Rai3, interpelleato dall‘Ansa: “Si tratta di affermazioni riprovevoli, assolutamente incondivisibili, di cui il professor Orsini si assume naturalmente la responsabilità: è superfluo dire che Rai3 prende le distanze. Ma quello che è avvenuto eè la dimostrazione che ormai il talk è un modello da ripensare, se il risultato cercato è unicamente quello dell’effettaccio a tutti i costi, magari nel tentativo di aumentare di mezzo punto lo share”.

Alessandro Orsini.
Alessandro Orsini.

La replica di Orsini

Orsini ha replicato così: “È sfiancante, ma provo ugualmente ad arginare. Ieri sera a ‘Carta Bianca’ non ho detto che voglio che i bambini vivano sotto una dittatura. Questo è assolutamente falso. Ho detto che preferisco che i bambini vivano in una dittatura piuttosto che sotto le bombe per esportare la democrazia occidentale. Ho poi aggiunto che un bambino può essere felice sotto una dittatura, ma non può esserlo sotto le bombe. In sintesi, preferisco che i bambini vivano in democrazia. Ma se l’alternativa è tra le bombe democratiche sulla testa dei bambini e la dittatura, che però assicura la pace sociale, preferisco, per i bambini e non per me, la dittatura”.

“Questo non toglie che sarei pronto a combattere per difendere la democrazia italiana. Certi salti logici sono soltanto distorsioni e strumentalizzazioni. Il fatto che non voglia la guerra per i bambini siriani non implica logicamente che non sarei disposto a battermi per difendere la democrazia contro un invasore o che io non apprezzi i partigiani italiani che hanno combattuto contro il nazi-fascismo”, ha concluso.

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