“Ha offeso Allah su WhatsApp”, cristiano condannato a morte in Pakistan

Condannato a morte per blasfemia. Accade in Pakistan. La vittima è un cristiano.

Nadeem James, cristiano di 24 anni e residente a Saraye Alamgeer, una cittadina a 160 chilometri da Lohore, nel distretto di Gurjat è stato condannato per aver inviato dei messaggi offensivi nei confronti di Maometto attraverso Whatsapp.

 

A denunciarlo è stato Yasir Bashir, ragazzo musulmano, vicino di casa e suo amico. Secondo l’avvocato del giovane cristiano, a far scattare la denuncia sarebbe stata una lite tra i due per motivi di gelosia.

Yasir si è recato dalla Polizia insieme a due imam e immediatamente è arrivato l’arresto per blasfemia.
Nadeem ha tentato di fuggire: un’accusa di blasfemia in Pakistan ha effetti devastanti sulla vita di una persona che oltre a processo e condanna durissima subisce anche la gogna sociale.

Infatti il 24enne, subito dopo la denuncia ha ricevuto minacce di morte. Secondo quanto riportato dal Pakistan Christian Post le sue due sorelle sono state torturate dalla Polizia affinchè rivelassero dove si era nascosto il fratello. Inoltre le trenta famiglie cristiane della cittadina sono state minacciate dagli imam estremisti desiderosi di vendetta.

Alla fine (questo accadeva nel 2016) Nadeen è stato preso e incarcerato. La condanna a morte è arrivata in questi giorni.