Palermo, bimba piange di notte: condominio diffida i genitori

La coppia si difende con l’aiuto del pediatra che non ha riscontrato alcuna anomalia.

neonato piange
Immagine di repertorio (Pixabay)

Un neonato in arrivo è sempre una gioia, tranne quando crea rumori molesti al resto del condominio. Questo è successo a Palermo dove due genitori hanno ricevuto una diffida a causa della bimba che piange di notte.

Tre lettere sono state inviate dall’amministratore di condominio, che commenta così quando gli fanno sapere che la piccola sta bene e non c’è alcuna soluzione al pianto notturno: «Non so quale, ma devono trovarla. Tanti condomini si sono lamentati arrivando a scrivermi anche di notte. Il proprietario, visto che la coppia è in affitto, deve attivarsi affinché il problema non si ripeta».

«La vicenda va avanti dal periodo della quarantena per il Coronavirus. Da allora cerchiamo di non utilizzare in casa scarpe o ciabatte che possano fare rumore, utilizziamo le cuffie quando vediamo un film alla tv e sicuramente non mettiamo musica ad alto volume»: ha raccontato la madre della bimba che piange di notte.

Palermo dall'alto
Palermo dall’alto

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E ancora: «Ci spiace per questa vicenda, ma la nostra piccola ha qualche difficoltà a prendere sonno e capita anche che si svegli la notte e inizi a piangere. Proviamo continuamente a farla addormentare di nuovo, ma purtroppo non abbiamo una bacchetta magica».

In seguito alla prima diffida, i genitori si sono rivolti al pediatra per escludere eventuali disturbi, ma nulla è stato riscontrato a livello medico. «In alcuni casi le ‘accuse’ ci sono sembrate pretestuose. Si sono lamentati pure per il fatto che mio marito abbia smontato un armadio alle 11 di mattina».

Dopo la terza lettera, la coppia ha risposto tramite un avvocato. Ha chiesto scusa per i disagi causati, ma ha anche sottolineato come il pianto sia «difficilmente evitabile nonostante le cure amorevoli di entrambi i genitori e della famiglia tutta». La richiesta è quella di avere maggiore comprensione e a cuore la tutela del minore, esigenza prioritaria.

«Certamente avrà qualche problema. La mia è una forma di tutela nei confronti dei condomini che rappresento. A tutto c’è un limite. Se fosse mia figlia mi preoccuperei e la porterei da qualche specialista»: ha risposto il capo condominio.

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