Papa Luciani avvelenato dal cianuro, la rivelazione shock del nipote di Lucky Luciano

La rivelazione sconvolgente è contenuta nel libro che ha scritto il boss.

Papa Luciani

Papa Giovanni Paolo I viene ricordato per diversi motivi. È stato l’ultimo pontefice di nazionalità italiana, era conosciuto da tutti come il ‘Papa del sorriso’ e il suo è stato il pontificato più breve di tutta la storia della Chiesa cattolica: durò soltanto 33 giorni (dal 26 agosto al 28 settembre del 1978).

Oggi si ritorna a parlare di quei 33 giorni, o meglio del perché siano stati così pochi. Ufficialmente Papa Luciani morì per un infarto del miocardio, ma in tutti questi decenni più di qualcuno ha sollevato dubbi sulla questione e oggi, in pieno processo di beatificazione, al coro di chi non crede al Vaticano si va ad aggiungere un’altra voce.

Si tratta di Anthony Luciano Raimondi, 69enne gangster della famiglia mafiosa americana dei Colombo, nonché nipote del padrino Lucky Luciano, boss legato alla cosiddetta ‘Cosa nostra statunitense’. Ma cosa c’entra lui con il Papa?

Raimondi ha appena pubblicato il libro intitolato ‘When the Bullet Hits the Bones’ dove, tra l’altro, racconta quale sarebbe stata la vera causa della morte del Pontefice: avvelenamento da cianuro.

E nel libro il gangster fa anche il nome del (presunto) committente dell’assassinio e racconta persino come è avvenuto l’omicidio.

Partiamo dal killer. Si tratterebbe di monsignor Paul Marcinkus, allora presidente dello Ior (la banca vaticana), ma anche cugino dello stesso Raimondi. Il gangster racconta che dopo l’elezione del Papa (nel 1978 lui aveva 28 anni), l’arcivescovo Marcinkus lo aveva fatto andare a Roma per uccidere il Pontefice. Questo era il motivo: Papa Luciani aveva scoperto che un gruppo di truffatori (fra cui lo stesso Marcinkus) falsificava in Vaticano le azioni di grandi compagnie americane come Ibm, Coca Cola e Sunoco e voleva denunciarli. Il compito di Raimondi doveva essere quello di studiare le abitudini del Pontefice.

E così, nella notte fra il 27 e il 28 settembre – sempre secondo il racconto del gangster – Marcinkus versò del valium nella tazza di tè che Giovanni Paolo I beveva prima di andare a letto affinchè cadesse in un sonno profondo. Poi con un contagocce gli furono versate in bocca delle gocce di cianuro che lo portarono alla morte.

Ma non è finita. Sempre secondo il boss, anche Papa Giovanni Paolo II avrebbe rischiato di fare la stessa fine e per lo stesso motivo. Ma si sarebbe salvato perché avrebbe rinunciato a denunciare.

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