Paradise Papers: ecco i nomi illustri di chi investe nei paradisi fiscali

Nome in codice: Paradise Papers. No, non è il titolo di uno spy movie, ma di una inchiesta a tutti gli effetti che ha fatto balzare agli onori della cronaca nomi famosissimi del jet set che hanno investito fior di quattrini nei cosiddetti paradisi fiscali come isola Cayman e Bermuda.

Tra i nomi illustri finiti nell’inchiesta figurano la Regina Elisabetta, Rania di Giordania, ma anche Madonna e Bono degli U2, Paul Allen che è il co-fondatore di Microsoft, George Soros che è il grande finanziatore dei democratici americani, e l’attuale segretario al Commercio del presidente americano Donald Trump Wilbur Ross.

La bomba fiscale è esplosa a causa di una mole di documenti (circa 13milioni) provenienti da due società finanziarie – la “Appleby” e la “Asiaciti Trust” – finiti nelle mani del giornale tedesco “Suddeutsche Zeitung” che li ha poi condivisi con l’International Consortium of Investigative Journalists (Icij) di cui fanno parte anche “L’Espresso” e “Report”. Per analizzare la mole di documenti sono stati impiegati 380 giornalisti in 67 Paesi e 96 testate di tutto il mondo.

I file in questione, descrivono le cosiddette “attività off-shore” di questi vip. Come si legge su “L’Espresso”, le off-shore “sono società estere collocate in paesi dove non esistono tasse sui profitti e dove è possibile tenere segreti i nomi dei titolari”.

È una pratica legale, se le società vengono dichiarate al fisco. Piuttosto i problemi nascono dal vincolo di “segretezza” che potrebbe aprire le porte a “personaggi che vogliono restare nell’ombra come politici corrotti, riciclatori di denaro sporco, trafficanti di droga”.

Spesso, infatti, sono “società-schermo utilizzate in complesse strutture di elusioni fiscale internazionale, che drenano miliardi ai bilanci statali”.

 

A proposito del coinvolgimento di Rania di Giordania nell’inchiesta “Paradise Papers”, l’Ambasciata del Regno Hashemita di Giordania a Roma, ha precisato quanto segue.

“Cari Amici dei mezzi di comunicazione italiani,

è arrivata alla nostra attenzione il fatto che diversi organi d’informazione italiani hanno erroneamente collegato Sua Maestà la Regina Rania alle “Paradise Papers” recentemente rilasciate, producendo inesatte segnalazioni sulle notizie trapelate. L’Ambasciata di Giordania a Roma conferma che Sua Maestà la Regina Rania Al Abdullah non era menzionata in alcun modo, maniera o forma nelle “Paradise Papers”.

Senza alcun indugio l’Ambasciata invita tutti i mezzi di comunicazione che hanno erroneamente collegato Sua Maestà la Regina Rania alle Carte del Paradiso nella loro relazione di ritornare a questi documenti disponibili online e correggere le loro notizie conseguentemente. Grazie e cordiali saluti.

Ambasciata del Regno Hashemita di Giordania a Roma”.