Patty Pravo senza filtri: “Sono stata trigama ed è stato naturale”

Patty Pravo ha raccontato alcuni aneddoti legati alla sua vita privata.

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Ci sono donne che possono dire tutto quello che vogliono. E automaticamente ti fanno simpatia. Patty Pravo è una di queste. Col suo fare che non è trasgressivo e basta. Ma è da sempre studiato.

Un modo di fare e una scelta di vita libera che è mixata con una cultura non secondaria.

Una storia che parte da lontano quella di Patty. Quando alla fine degli anni Sessanta apparve per la prima volta in televisione, bionda, elegantissima e bellissima, che sembrava una dea.

Lei era la ragazza del Piper, la più importante discoteca di Roma, scoperta dal proprietario dello storico locale romano, ossia l’avvocato, manager e talent-scout Alberigo Crocetta.

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Lei, ancora si chiamava col suo vero nome e cognome: Nicoletta Strambelli. Fu quel genio indiscusso di Gianni Boncompagni a chiamarla “Patty”, perché l’inglese a quei tempi suonava bene e “Pravo” perché doveva ricordare le “anime prave”, una citazione dalla divina Commedia.

Ma arriviamo alloggi. Patty ne ha combinata un’altra, con le sue dichiarazioni. Parlando del suo passato, del suo amore, di ciò che ha fatto e di ciò che è oggi di lei.

La cantante, che lo scorso aprile ha spento le 71 candeline sulla torta, ha raccontato alcuni aneddoti legati alla sua vita, parlando anche dei tanti matrimoni. A partire da quello con il batterista e pittore Gordon Fagetter:

«Ci sarebbe piaciuto un figlio, ma non puoi crescere i figli in tour e ci siamo promessi che non ne avremmo avuti. Il secondo era Franco Baldieri. L’unico non musicista, ma antiquario. Abbiamo passato la notte insieme, scoperto di essere anime uguali e, la mattina, ho messo la pelliccia sul pigiama e siamo andati in Campidoglio a sposarci. È durata poco perché ho incontrato Riccardo Fogli. Il loro manager (dei Pooh) gli disse di scegliere: o loro o me. Riccardo scelse me. Finì perché io dovevo lavorare e non è bello portarsi dietro uno che non lavora. Ci siamo sposati in Scozia, con rito celtico, per cui, non è con lui che divento bigama. Lavoravo con Vangelis all’album Tanto, entro nel suo studio e vedo un bellissimo ragazzo che suona il basso, Paul Martinez. Poi un altro, bellissimo, che suona la chitarra, Paul Jeffrey. Amarci in tre fu naturale».

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La diva veneziana ha ricordato anche l’arresto del 1992 e la detenzione nel carcere romano di Rebibbia:

«Ci sono stata tre giorni, rilasciata con tante scuse perché cercavano cocaina, ma io, se c’è una cosa che non ho mai preso è la coca. Il resto sì. Cominciai a casa del pittore Mario Schifano, anni 60. Aveva vasi pieni di pilloline, ci bivaccavano i Rolling Stones».

Oggi, dice Patty, “con la roba che circola” non tocca più nulla:

«Neanche la canna che Ornella Vanoni prende per dormire. Mi chiama sempre dopo mezzanotte».

La voce di “Pazza idea” ha parlato anche della sua amicizia con Keith Richards e Mick Jagger:

«Con Keith Richards, siamo ancora amici. Ero con lui quando cadde da una palma alle Fiji e i giornali scrissero che era ferito grave, ma fu solo una bottarella. Si fece un Jack Daniels e già non ci pensava più. Mick Jagger, abbiamo girato Parigi senza che nessuno ci riconoscesse».

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