Pena di morte per i gay in Brunei, George Clooney ed Elton John contro il Sultano

Elton John ha appoggiato l’iniziativa di George Clooney di boicottare gli hotel di proprietà del sultano del Brunei dopo che il Paese asiatico ha introdotto una legge che prevede la condanna a morte per gli omosessuali e gli adulteri.

Dal 3 aprile, infatti, entrerà in vigore la legge che punisce con la lapidazione o la morte chiunque si dichiari omosessuale e commetta un adulterio, nonché l’amputazione degli arti per i ladri.

La legge ha naturalmente suscitato l’indignazione di gran parte del mondo e molte associazioni si sono attivate per chiedere alla comunità internazionale di intervenire.

Nel frattempo, Elton John e George Clooney, che non hanno bisogno di presentazioni, hanno deciso di prendere posizione contro la discriminazione omofoba in Brunei boicottando gli alberghi di proprietà di Hassanal Bolkiah, che non solo è sultano ma anche primo ministro.

Per essere precisi, ad avviare il boicottaggio è stato l’attore e regista statunitense, affiancato poi dall’artista britannico con una dichiarazione su Twitter.

Clooney ha scritto sul social media: “Ogni qual volta cneremo in uno degli hotel del sultano metteremo soldi direttamente nelle tasche in chi ha scelto di lapidare e uccidere i propri cittadini perché accusati di essee gay o di adulterio“.

Elton John, dal canto suo, ha affermato che “i nostri cuori si rivolgno ai dipendenti bravi e laboriosi degli alberghi di proprietà del Sultano del Brunei, molti dei quali sappiamo essere gay. Dobbiamo inviare un messaggio con cui affermiamo che tale trattamento è inaccettabile. Speriamo che vi unirente a noi“.

Amnesty International, e altre organizzazioni che si occupano della difesa dei diritti degli uomini, definendo le pene previste dalla legge “atroci”, hanno chiesto l’immediata sospensione del provvedimento.

Rachel Chhoa-Howard, ricercatrice in Brunei e membro di Amnesty International, ha affermato che il regno asiativo “deve interrompere immediatamente i suoi piani per attuare queste pene e rivedere il Codice penale in conformità con i suoi obblighi in materia di diritti umani. La comunità internazionale deve condannare urgentemente la decisione del Brunei di mettere in pratica questi crudeli provvedimenti”.