Pensioni, dal 2018 via al divario uomo-donna. Il gentil sesso dovrà lavorare di più

Niente sconti per il gentil sesso dal nuovo anno: via al divario uomo-donna sull’età pensionabile.

Brutte notizie per le future pensionate. A partire dal 2018 le donne andranno in pensione con la stessa età degli uomini, vale a dire 66 anni e 7 mesi, per via dell’aumento di un anno per le dipendenti private, sulla base dei parametri fissati dalla legge Fornero.

Con queste nuove regole i pensionati italiani saranno quelli che in Europa accederanno alla pensione di vecchiaia con l’età più alta. Si prevede, invece, che nel 2019 la soglia venga portata per entrambi i sessi a 67 anni, ma è ancora tutto da decidere.

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Ecco cosa dice il testo della Legge Fornero:

  • Estensione pro-rata del metodo contributivo a quelli che erano precedentemente esclusi dalla Riforma Dini del 1995, che l’ha introdotto, (cioè coloro che nel 1995 avevano già 18 anni di contributi versati), a decorrere dall’1.1.2012;
  • Aumento di un anno delle pensioni di anzianità, ridenominate “anticipate” e abolizione delle cosiddette quote (somma di età anagrafica e anzianità contributiva);
  • Allungamento graduale entro il 2018 dell’età di pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti private da 60 anni a 65 (più “finestra” mobile di 12 mesi decisa dalla L. 122/2010), per allinearle a tutti gli altri;
  • Adeguamento all’aspettativa di vita, dopo quello del 2019, non più a cadenza triennale ma biennale;
  • Blocco totale della perequazione delle pensioni superiori a 3 volte il trattamento minimo per gli anni 2012–2017 (poi, come già rilevato, dichiarato incostituzionale dalla sentenza n. 70/2015);
  • Riduzione da 18 mesi a 12 della “finestra” mobile per i lavoratori autonomi (equiparandoli, dunque, a tutti gli altri).