Pensioni: in arrivo l’assegno minimo di 600 euro per i giovani

Un assegno minimo di circa 600 euro per chi lascerà il lavoro a partire dal 2030 con almeno 20 anni di contributi. E’ questa la proposta del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti per rendere più dignitose le pensioni degli attuali giovani che rischiano di essere da fame.

Le cose stanno così. Chi ha iniziato a lavorare dal 1996 percepirà una pensione che dipenderà dai contributi versati e non dall’importo dell’ultima busta paga (come accade per chi ha già lasciato il lavoro usufruendo del cosiddetto sistema retributivo). Una pensione, dunque, che rischia di essere davvero bassa considerando che le nuove generazioni spesso hanno lavori precari che li obbligano a periodi più o meno lunghi di stand by (con conseguenti buchi contributivi).

La proposta, tuttavia, è “in fase di studio e non urgente, in quanto riguarda comunque i giovani che andranno in pensione tra almeno 20 anni” ha fatto sapere lo stesso Ministro. Ci sono, infatti, altre questioni prioritarie per il Governo, come ad esempio l’adeguamento dell’età pensionabile all’aumento dell’aspettativa di vita.

Un tema che ha provocato scontri con i sindacati. Ha, difatti, sottolineato Susanna Camusso, leader della CGIL al termine della riunione con il Ministro che verteva proprio sulla questione pensioni: “Non si può pensare di favorire il lavoro dei giovani e poi allungare ancora i tempi di pensionamento a persone che lavorano già da moltissimi anni”.