Per gli studenti Salvini è come il Duce e la profesoressa viene sospesa

È accaduto in una scuola di Palermo dove una docente è stata sospesa per non aver vigilato su un lavoro dei suoi studenti.

Matteo-Salvini
Matteo Salvini.

Sta facendo molto scalpore la vicenda che ha coinvolto una insegnante di una scuola superiore di Palermo. Lei si chiama Rosa Maria Dell’Aria e insegna nell’istituto industriale Vittorio Emanuele. Per lei il l’Ufficio Scolastico Provinciale (dopo una ispezione da parte del MIUR) ha deciso una sospensione di due settimane e il dimezzamento dello stipendio.

Ma cosa è successo? Presto detto.

La professoressa sarebbe colpevole di non aver vigilato sul lavoro dei suoi studenti di 14 anni che, in occasione della Giornata della Memoria hanno preparato una videoproiezione in cui le leggi razziali del 1938 vengono accostate al Decreto Sicurezza di Matteo Salvini.

A segnalare l’episodio è stato un militante di destra con un tweet indirizzato al Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti.

Salvini-Conte-Di Maio? Come il reich di Hitler – si legge nel tweet – peggio dei nazisti. Succede all’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo, dove una prof per la Giornata della memoria ha obbligato dei quattordicenni a dire che Salvini è come Hitler perché stermina i migranti. Al Miur hanno qualcosa da dire?

E così è partita l’ispezione ministeriale. A nulla sono servite le testimonianze degli alunni che hanno difeso la prof. precisando che “le immagini inserite nel lavoro in power point non sono state scelte dalla professoressa” che ha dato una mano “solo nella sistemazione del testo sotto il profilo linguistico”.

C’è amarezza, invece, da parte della docente che tornerà in servizio il 27 maggio.

Quel lavoro – ha spiegato la prof all’Ansa – non aveva assolutamente alcuna finalità politica né tendeva a indottrinare gli studenti che da sempre hanno lavorato in modo libero come essi stessi hanno dichiarato anche agli ispettori arrivati in istituto a fine gennaio. Ho soltanto proposto un lavoro sulla base di una serie di letture fatte sia nel corso dell’estate e poi anche il 3 settembre in occasione della Giornata del migrante”.

E’ una situazione che preoccupa – ha invece dichiarato all’Adnkronos Alessandro Luna, figlio della prof. Dell’Aria – perché qui si chiede ai docenti di controllare persino il pensiero dei loro alunni“.

Chi, invece, chiede “immediati chiarimenti ufficiali del ministero dell’Istruzione” è la vicepresidente del Pd e capogruppo dem in commissione Cultura alla Camera, Anna Ascani che ha provocatoriamente scritto: “Il prossimo passo è il ritorno dell’Opera nazionale balilla? Qualcuno vuole trasformare la scuola italiana in una caserma?”.

Sul caso fonti Miur fanno sapere che “la decisione, come avviene sempre in questi casi, è stata presa a livello periferico, dall’Ufficio territoriale del Ministero, a seguito di un preciso procedimento che si è svolto secondo la normativa vigente. Il Ministro ha comunque dato incarico ai propri uffici dell’amministrazione centrale di approfondire la vicenda con l’Ufficio territoriale“.

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