Perché lo sbadiglio è contagioso?

Lo sbadiglio è contagioso. Basta anche solo sentirlo o immaginarlo e il gioco è fatto: si mettono in moto i muscoli facciali ed è impossibile fermarli.

Per comprendere il perché di questa reazione a catena bisogna partire dal presupposto che lo sbadiglio non serve ad ossigenare il cervello come, invece, si credeva fino a non molto tempo fa. E’ invece una reazione naturale a stati fisici e psicologici particolari quali sonno, fame e noia. Lo sbadiglio, dunque, è il campanello d’allarme che usa il nostro corpo per segnalare la necessità di soddisfare un bisogno (dormire, mangiare, avere stimoli interessanti).

Questo significa che lo sbadiglio è una sorta di comunicazione non verbale che informa sullo stato fisico e psichico di una persona.

Riguardo la contagiosità, invece, studi recenti hanno tirato in ballo la i neuroni specchio. Si tratta di neuroni che si attivano quando osserviamo qualcuno compiere un’azione. Una attivazione che porterebbe alla imitazione.

sbadiglio

Invece uno studio condotto da Ivan Norscia ed Elisabetta Palagi dell’Università di Pisa collega la contagiosità dello sbadiglio al legame empatico tra gli individui: si imita per mettersi nei panni dell’altro e capirlo.
Teoria che troverebbe conferma nel fatto che lo sbadiglio è tanto più contagioso quanto più si è in rapporti stretti con l’altro, e nel fatto che l’imitazione è ridotta o assente in soggetti che presentano disturbi legati all’empatia, come gli autistici.

E vista la naturale predisposizione delle donne all’empatia, non c’è da meravigliarsi se il gentil sesso si lascia contagiare di più.

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