Pescatori siciliani liberati in Libia, “c’è stato uno scambio di prigionieri”

L’indiscrezione da un giornale libico vicino al generale Khalifa Haftar.

Gravi accuse dalla Libia.

Il rilascio dei pescatori di Mazara del Vallo, in seguito alla visita a Bengasi del presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e del ministro degli Esteri Luigi Di Maio sarebbe avvenuto dopo un accordo per uno «scambio di prigionieri», con l’estradizione di quattro cittadini libici condannati in Italia come scafisti.

Lo sostiene il quotidiano panarabo Asharq Al-Awsat, vicino al generale Khalifa Haftar, citando «fonti libiche ben informate». Secondo quest’ultime, «l’accordo di scambio di prigionieri con l’Italia si è concluso sullo sfondo di una mediazione regionale’», senza fornire ulteriori dettagli.

Pietro Marrone, capitano della Medinea, nel primo contatto radio dopo la partenza dal porto di Bengasi, con il suo armatore Marco Marrone, ha affermato: «Ci hanno tenuti divisi: italiani e tunisini, separati. In celle buie, senza un processo, e con indosso sempre gli stessi abiti. Ci siamo rivisti dopo 70 giorni, ed è stato bellissimo. Ma ci siamo spaventati. Quando ci hanno detto che sarebbe arrivato il presidente Conte ci hanno anche dato del cibo migliore, ma quello vero lo abbiamo mangiato ieri sulle nostre barche. Siamo felici, stiamo tutti bene, e non vediamo l’ora di arrivare a casa dai nostri familiari e dai nostri amici. Grazie a tutti».

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