Pianta della mandragora, ecco i suoi pericolosi effetti

Tutta colpa della mandragora, pianta a cui nell’antichità venivano attribuiti poteri magici ma che in realtà è un’erba velenosa. Un’intera famiglia a Milano, appena due giorni fa, è finita all’ospedale in stato di confusione mentale e amnesia, dopo avere mangiato degli spinaci surgelati che hanno provocato effetti allucinogeni. Secondo le autorità sanitarie il problema è stato provocato proprio dalla presenza della mandragora (o mandracola) tra le foglie di spinaci.

MANDRAGORA

Genere di piante Dicotiledoni Simpetale della famiglia Solanacee che comprendeva un’unica specie, Mandragora officinarum L. o Atropa mandragora L. la quale è stata, dalla grossezza dei frutti e dall’epoca della fioritura, distinta in parecchie altre (M. microcarpa Bert., autumnalis Bert., vernalis Bert.). Sono erbe vivaci con grossa radice a fittone semplice o ramificata di aspetto antropomorfo, alla quale si attribuivano le virtù più soprannaturali, con foglie a rosetta e fiori solitari o in cime panciflore. Vivono nei boschi elevati della regione mediterranea. È pianta usata da tempi remotissimi (ne parlano il papiro Ebers e Ippocrate), velenosa, il cui principio chiamato già mandragorina è una miscela di alcaloidi: iosciamina, pseudoiosciamina, atropina, scopolamina, ecc. Le antiche saghe germaniche chiamavano la radice con il nome di Alraun Wurzel. Già usata nella magia e nella stregoneria, le sue foglie entravano nella preparazione del balsamo tranquillo.

La mandragora costituì uno degli ingredienti principali per la maggior parte delle pozioni mitologiche e leggendarie. Innanzitutto il nome, probabilmente di derivazione persiana (mehregiah), le è stato assegnato dal medico greco Ippocrate. Nell’antichità le venivano accreditate virtù afrodisiache ed era persino utilizzata anche per curare la sterilità.

Ma che effetti produce al nostro organismo questa potentissima erba? Soprattutto allucinogeni, per via della sua composizione. Per questo bisogna tenere gli occhi bene aperti quando ci si improvvisa nel raccogliere erbe tra i boschi. Se non le si conosce bene, è sempre meglio evitare o farsi accompagnare da un amico esperto.