Picchia la figlia di 7 settimane ma la fidanzata e madre della piccola: “Lo amo lo stesso”

Una madre, accusata di non avere protetto il suo bambino dal padre violento, avrebbe riferito alla Polizia che “l’amore prende il sopravvento e basta mettere quanto successo sotto il tappeto”.

Aeriel Spivey, 26 anni, è accusata di omissione di soccorso. Il padre del bambino, Dylan Daugherty, 23 anni, è accusato di omicidio. Secondo la polizia di Houston, Stati Uniti d’America, la piccola di appena sette settimane, Brooklyn Daugherty, è stata trovata senza sensi dai suoi genitori il 5 giugno dello scorso anno nel loro appartamento, a Clear Lake.

Ieri, giovedì 14 febbraio, la coppia ha fatto la prima comparsa in tribunale e hanno ascoltato la lunga e inquietante lista delle ferite inferte alla figlia.

Trauma cranico con contusioni al cuoio capelluto e al viso, fratture del cranio, oltre 60 fratture costali in vari stati di guarigion, un braccio rotto, una gamba rotta, la pelvi rotta e altre lesioni che si sono verificate in almeno tre eventi traumatici diversi”, ha affermato il Procuratore alla Corte.

Lesioni impressionanti che non coincidono assolutamente con quanto riportato sul necrologio di Brooklyn dello scorso giugno, dove c’era scritto: “è morta in pace”.

Durante l’interrogatorio, la madre Ariel ha affermato di essere stata preoccupata per i lividi sulla figlia ma non ha fatto nulla, affermando che: “Da qualche settimana pensavo che la stesse ferendo ma naturalmente l’amore prende il sopravvento e ho messo quanto successo sotto il tappeto“.

Secondo quanto raccolto dagli inquirenti, la donna lavorava mentre il fidanzato si occupava della piccola. La cauzione per lui è di 100mila dollari, per lei 50mila. L’uomo non ha confessato ma ha difeso la donna: “Non ha fatto niente“, ha detto al Pubblico Ministero, sottolineando che “Ariel non è responsabile per le ferite o la morte di Brooklyn“.