Pietro Grasso lascia il PD. Zanda: “Non condivide le decisioni sulla legge elettorale”

Pietro Grasso

Nel giorno in cui il Rosatellum ha avuto l’ok da Palazzo Madama, diventando così legge, il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha deciso di rassegnare le dimissioni dal gruppo del Partito Democratico, approdando così al Gruppo Misto.

Il capogruppo DEM al Senato, Luigi Zanda, ha chiarito il motivo dell’abbandono: “il Presidente Grasso mi ha comunicato per telefono la decisione di dimettersi dal gruppo del Pd poco prima di renderla nota. Per quanto mi ha detto si è dimesso dal gruppo principalmente perché non condivide la linea politica del partito e, in particolare, le decisioni sulla legge elettorale“.

LE REAZIONI

Per Roberto Speranza del MPD “chi serve lo Stato si trova spesso dinanzi a scelte difficili ed è proprio per questo che apprezzo il senso delle istituzioni sempre dimostrato dal Presidente del Senato. Rispetto profondamente la decisione di lasciare il gruppo del Pd dopo le ultime gravissime scelte compiute. La politica ha oggi più che mai bisogno di buoni esempi. Noi continueremo ad impegnarci per dare vita a quel progetto visionario a cui proprio Piero Grasso ha fatto riferimento nel suo intervento a Napoli“.

Incredulo il Ministro Maurizio Martina, che è anche vicepresidente del PD: “La motivazione della scelta del Presidente Grasso di lasciare il gruppo parlamentare del PD la capiremo nei prossimi giorni, certo è una scelta che amareggia, non c’è nessun dubbio. Se il tema fosse quello della legge elettorale, sono convinto che avremmo buoni argomenti per spiegare il perché delle nostre scelte“, ha detto a Otto e Mezzo su La7.

Per il senatore del M5S, Vito Crimi, Grasso poteva lasciare il PD prima: “Forse poteva fare qualche gesto un po’ più importante, come abbiamo più volte detto. Oggi è tardivo. Troppo tardivo“.

Sulla stessa scia il deputato Cinquestelle Danilo Toninelli: “Suona come una presa in giro colossale. Avesse avuto coraggio si sarebbe dimesso da presidente prima delle fiducie”.