Pietro Maso e il reddito di cittadinanza: “Sta cercando di ricominciare”

Lo rivela in esclusiva il settimanale Oggi, parlando di chi, nel 1991 uccise i propri genitori con una brutalità inaudita.

Pietro Maso
Pietro Maso oggi, immagine tratta dal web

«Dopo tanti momenti difficili oggi sta bene, è un uomo umile che sta cercando di vivere tranquillo. E sì, sta lavorando»: queste le parole dell’ex moglie di Pietro Maso. Riceve (o ha ricevuto) il reddito di cittadinanza, l’aiuto statale riservato a chi guadagna meno di 9.360 euro l’anno. La lista in cui compare il suo nome risale al 2019, quindi oggi potrebbe essere sospeso. Ma è sicuro che fino a qualche mese fa  percepiva un assegno che può arrivare a un massimo di 780 euro al mese .

Secondo il Codice Penale, infatti, gli unici condannati che non possono godere di «pensioni, assegni e stipendi a carico dello Stato» sono quelli con precedenti penali per reati connessi alla criminalità organizzata, al terrorismo o a truffe ai danni dello Stato. Pietro Maso, che uccise i propri genitori a sprangate quasi 30 anni fa, ne ha diritto.

Pietro Maso
Pietro Maso all’epoca del processo che lo ha visto imputato e condannato per l’omicidio di entrambi i genitori (immagine tratta dal web)

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Quello che prevede la legge in vigore, invece, è che sia interdetto dai pubblici uffici, «in perpetuo», ci tiene a sottolineare il suo avvocato Marco De Giorgio. Nessuna dichiarazione da parte di Pietro Maso. A parlare, però, è il suo ex consigliere spirituale, don Guido Todeschini, il quale ha commentato così: «Posso dirle solo che sta cercando di ricominciare».

L’ex moglie aggiunge: «Dopo tanti momenti difficili oggi sta bene, è un uomo umile che sta cercando di vivere tranquillo. E sì, sta lavorando». Tuttavia non è poca l’indignazione che suscita la notizia che associa un pluriomicida a una forma di assistenzialismo statale. Tanti i commenti di chi non accetta che venga facilitata la vita a chi si è macchiato di un delitto così grave.

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